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CULTURA: gli interventi di mons. Fisichella e del sen. Pera
a Lucca
Corrispondenza Romana - Agenzia di informazione
settimanale
(CR1016/07 del 10 novembre 2007)
L’Associazione Occidens, di cui il Presidente emerito
del Senato Professor Marcello Pera è Presidente onorario,
ha organizzato a Lucca, nella giornata di sabato 13 ottobre
scorso, un incontro sul tema Laicità e Cristianesimo
tra lo stesso Pera e monsignor Rino Fisichella, Vescovo Ausiliare
di Roma e Rettore della Pontificia Università Lateranense.
L’assenza dell’Arcivescovo di Lucca – che
non ha mandato nemmeno i saluti per la presenza di Monsignor
Fisichella né ha delegato il proprio Vicario per la
Cultura a partecipare all’incontro – amareggia
ma non sorprende. Si è trattato del dialogo tra un
laico e un religioso che scoprono di condividere molte idee
in merito alle difficoltà che sta vivendo l’Europa
in questi tempi. È da tempo che Pera si prodiga in
difesa dei valori dell’Occidente come scopo primario
della propria azione politica e culturale. Infatti ha affermato
che «con l’individualismo esasperato, l’Italia
sta diventando un Paese di monadi, in cui ognuno si fa la
propria idea ma non c’è più un sentire
collettivo». Tra l’altro si è arrivato
al punto, ha sostenuto Pera, ottenendo il plauso dell’uditorio
(composto da oltre seicento persone), che qualche intellettuale
ha sostenuto sui media la tesi che «cristiano derivi
da cretino e nessuno ha avuto il coraggio di dare risposte
forti».
Il senatore di Forza Italia ha poi affrontato il tema della
disaffezione nei confronti della politica, che in queste ultime
settimane si è sviluppata in fenomeni di insofferenza
verso la classe dirigente politica. «Se questo avviene
– ha affermato – è perché sempre
più gente avverte che la politica sta perdendo la sua
funzione di guida. La sensazione che si avverte girando per
il Paese è quella di una crisi dei nostri principi
e dei nostri valori. Questo tema sta diventando sempre più
sentito dai cittadini. E poi c’è in giro una
denigrazione sempre più agguerrita della figura e della
persona del Papa ed un attacco sempre più pressante
nei confronti della Chiesa».
A questo proposito è intervenuto monsignor Fisichella
affermando che «difficilmente è condivisibile
la tesi che uno Stato è laico perché quando
fa le leggi prescinde dalla religione come se Dio non esistesse»,
quasi avesse paura che la libertà della fede potesse
attentare alla libertà della ragione. Invece, e qui
sta la grande intuizione di Papa Ratzinger, religiosi e laici
possono trovare un punto comune proprio comportandosi uti
si Deus daretur, come se Dio esistesse. Sempre a riguardo
di etimologie, monsignor Fisichella rammenta che “laico”
deriva dal greco laon Theou, cioè popolo di Dio, ed
era la definizione originaria di appartenente al clero. Poi
ha ribadito di essere laico «tanto quanto Pera quando
rifletto e utilizzo la mia ragione lasciandola andare in quanti
più spazi possibili».
Il Monsignore ha concluso soffermandosi sul concetto di tolleranza,
non condivisibile, perché «le religioni non sono
tutte uguali. Di fronte a queste lo Stato non può restare
neutrale ma deve individuare il bene dei propri cittadini.
Le confronti e scelga. Lo Stato è obbligato a confrontarsi
con la verità». (S.S.)
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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