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BIOETICA:
OBAMA PREFERISCE I "TECNICI" AI "FILOSOFI"
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(articolo
tratto da "Corrispondenza Romana" - Luglio 2010) |
Non
sorprendono certo le ultime decisioni del Presidente degli
Stati Uniti, Barack Obama, in fatto di bioetica. Sono
passate sotto silenzio, i grandi media non ne hanno parlato.
Ed anche questo c’era da aspettarselo. Tuttavia,
carta canta.
Il periodico “Le Scienze”, edizione italiana
del “Scientific American”, annuncia nel numero
di giugno l’“epurazione” attuata dall’inquilino
della Casa Bianca nella nuova Commissione Presidenziale
di bioetica, in cui ha rimpiazzato molti eticisti e religiosi
con scienziati ed “esperti” di politiche della
ricerca. Questa, ora, la composizione: 6 scienziati, 2
giuristi, 2 filosofi, 1 frate
francescano, 3 membri di agenzie governative, 1 rappresentante
di un’associazione di pazienti e – per la
prima volta – 1 rappresentante dei nativi americani.
Evidente la disparità di forze in campo, per assicurare
quanto meno una equilibrio tra concezioni e sensibilità.
Del resto, il Presidente statunitense lo aveva promesso:
lo staff eletto dalla precedente amministrazione Bush,
caratterizzato viceversa da un’ampia rappresentanza
conservatrice cristiana, aveva avuto il coraggio di criticare
con fermezza la decisione di Obama di allentare le severe
restrizioni imposte alle istituzioni pubbliche, che intendessero
far ricerca utilizzando cellule staminali embrionali.
E, alla prima occasione, ha presentato il conto, senza
peraltro
nascondersi dietro un dito. Anzi, ha dichiarato con orgoglio
di aver eliminato quanti volessero «politicizzare»
tale organismo istituzionale «per favorire agende
ideologiche predeterminate» (sic), preferendo ad
una guida a carattere filosofico e religioso «analisi
pratiche e legate alla necessità di regolamentazione».
Poco ci manca rispetto all’alienante definizione
marxista della fede quale «oppio dei popoli».
Forse oppio no o non ancora, ma sicuramente “ideologia”
lo è già, almeno per l’attuale Presidente
degli Stati Uniti. Lo stesso Presidente della nuova Commissione
Presidenziale di bioetica non è più un bioeticista,
bensì una politologa dell’Università
della Pennsylvania, Amy Gutmann.
La Commissione entrata ora in servizio, a schiacciante
prevalenza di “tecnici”, pur avendo un ruolo
“solo” consultivo, è chiamata ad elaborare
pareri su tematiche particolarmente sensibili e controverse,
dai finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali
al brevetto su sequenze genetiche umane sino ai conflitti
d’interesse nel campo della ricerca biomedica. Un
segnale chiarissimo giunge dal fatto che “certa”
comunità scientifica esulti e che lo stesso periodico
“Le Scienze” speri in una maggiore «libertà
di sperimentazione». Non importa a danno di chi... |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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