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NO, GLI IMMIGRATI NON SONO IN GRAN PARTE I COLPEVOLI DEI
REATI NEL NOSTRO PAESE |
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fare di tutta l’erba un fascio? Perché non
verificare quante sono nel nostro Paese le persone che si
macchiano di delitti atroci e che sono italiane a tutti
gli effetti? È vero che circa il 35% dei reati e'
commesso da stranieri, con i romeni in testa, afferma in
una nota il Viminale. È vero che a delinquere sono
soprattutto i clandestini, ma è anche vero che tra
gli immigrati regolari il tasso di criminalità è
in media con quello degli italiani. Nel periodo gennaio-agosto
2007 sono state denunciate o arrestate 567mila persone,
di cui circa 364mila italiani e 203mila stranieri (32.468
i romeni). Se rileggiamo la cronaca italiana degli ultimi
anni, poi, ci rendiamo conto che i delitti commessi da italiani
sono moltissimi e davvero raccapriccianti. Ricordiamo tra
i tanti la strage di Erba che vede protagonisti del fatto
di cronaca due coniugi italiani macchiatisi di un delitto
orrendo come quello dell’uccisione a sangue freddo
di un bimbo piccolissimo. E che dire di Erika ed Omar? Due
ragazzi italiani di buona famiglia che hanno ucciso a coltellate
la mamma ed il fratellino di lei. Di quel delitto erano
stati accusati degli extracomunitari… Qualche anno
fa, in provincia di Venezia, poi, un italiano ha ucciso
a badilate la propria amante, colpevole di essere incinta.
E ci fermiamo qui, ai casi più clamorosi, anche se
l’elenco potrebbe essere ancora lunghissimo. In Italia
la mancanza di legalità e la quasi nulla repressione
dei reati ha portato a questo stato di cose, quindi, in
realtà, occorre lavorare ad una seria riforma delle
norme di legge che puniscono i reati e non lasciarci trasportare
verso una caccia alle streghe generalizzata che vede coinvolti
ed accusati solo gli stranieri. Desideriamo inoltre farvi
riflettere sul manifesto degli scienziati antirazzisti 2008
scritto e firmato, tra gli altri, dal premio nobel Rita
Levi Montalcini che tra i vari punti esplicativi afferma:
le razze umane non esistono, nella specie umana il concetto
di razza non ha signifi¬cato biologico, è una
leggenda che i sessanta milioni di italiani di oggi discendano
da famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio,
non esiste una razza italiana, ma esiste un popolo ita¬liano
ed, infine, il razzismo discrimina, nega i collegamenti,
intrave¬de minacce nei pensieri e nei comportamenti
diversi. Forse la paura del diverso ci influenza ancora
troppo, ma l’integrazione positiva, fatta nel rispetto
delle regole, non spaventa nessuno e non deve essere un’utopia.
Gli stranieri integrati sono un bene prezioso per tutti,
occorre sempre ricordarlo, non facciamoci fuorviare dai
delinquenti che, per quello che ci riguarda, non hanno né
razza, né colore. |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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