|
|
| |
SÌ, GLI IMMIGRATI SONO IN GRAN PARTE I COLPEVOLI
DEI REATI NEL NOSTRO PAESE
|
È
inutile nascondersi dietro un dito: gli italiani nelle loro
case hanno paura. Come dar loro torto? I reati che li preoccupano
maggiormente sono quelli relativi alla persona ed alla privacy.
In testa il furto nella propria abitazione resta quello
più temuto. Sarà anche vero che gli immigrati
non sono gli artefici totali di questo tipo di crimine,
ma resta il fatto che, a causa degli enormi flussi migratori
poco regolamentati, ci siamo ritrovati nel nostro Paese
a dover fare i conti, oltre che con i delinquenti nostrani,
anche con quelli di importazione. Non siamo più liberi
di girare per le strade in orari diurni, non parliamo poi
durante le ore notturne. Stupri, omicidi, rapine, lesioni
dolose, borseggi, estorsioni e così via balzano ogni
giorno all’ordine della cronaca giornalistica. Questo
perché, a causa del modo poco corretto di gestire
il problema dell’immigrazione, la presenza di stranieri
sul nostro territorio è doppia, se non tripla, rispetto
a quella che si riscontra negli altri Paesi. Ci sono immigrati
che vivono nell’ombra della nostra società
e, questi, vanno allontanati senza nessuna remora.
Secondo uno studio del Censis, una percentuale altissima
di italiani, il 74,9%, con una punta dell'85,9 % nel Nord
Ovest, ritiene che esista una correlazione tra la presenza
degli extracomunitari e il problema della criminalità.
Il Presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, sostiene
che gli imputati stranieri, specie extracomunitari provenienti
dall’Est e dal Nord Africa, sono concentrati su reati
di piccola criminalità, ma non mancano forme di delinquenza
associata, soprattutto in materia di prostituzione e di
droga, fino alla riduzione in schiavitù. Purtroppo,
all’arresto obbligatorio segue spesso la scarcerazione,
con l’inevitabile conseguenza che, nella maggior parte
dei casi, il giudizio si conclude con una sentenza destinata
a lasciare irrisolto il problema della clandestinità,
con l’ulteriore permanenza dello straniero sul territorio
italiano.
Chi non ricorda la strage di camorra nel Casertano avvenuta
nel settembre 2008? Sei morti ammazzati nel territorio dei
Casalesi. I sicari hanno ucciso un italiano a Baia Verde
e, successivamente tre ghanesi, un liberiano e un cittadino
del Togo. A distanza di centro metri inizia il comune di
Napoli: la strage è avvenuta in un territorio popolato
da extracomunitari, per lo più nigeriani e ghanesi
che portano avanti una fiorente attività di spaccio.
Un rifiuto alla camorra, magari di fronte alla pretesa di
una tangente supplementare, potrebbe aver innescato la guerra
fra extracomunitari e criminalità organizzata. Questa
è vita?
Negli ultimi quindici anni l'immigrazione, soprattutto dall'Africa,
ha completamente cambiato la qualità della vita nella
zona. La camorra ha trovato nuova manovalanza a basso costo
per intensificare anche le proprie attività nella
prostituzione, nello spaccio di droga e nel capolarato.
La convivenza tra immigrati e cittadini comuni si è
fatta nel tempo sempre più complicata.
Infine che dire in merito ad un’altra piaga del sistema
rappresentata dai reati sessuali? L’incremento di
episodi di violenza ai danni di donne, specie per quanto
concerne le aggressioni perpetrate in luoghi pubblici da
parte di extracomunitari, è notevole e di conseguenza
drammatico. Riflettiamo insieme ad alta voce: che risposte
si possono e si devono dare a tutte quelle persone che sono
state violentate, derubate, percosse e quali risposte alle
famiglie che, peggio ancora, hanno perso un loro caro, colpevole
solo di trovarsi nel posto sbagliato nel momento meno opportuno?
|
| |
|
|
MODULO
PER IL COMMENTO |
|
| |
| |
| |
|
|
 |
 |
Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
|
 |
Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
|
 |
| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
|
 |
Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
|
|
 |
Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
|
 |
Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
|
 |
Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
|
|
 |
Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
|
|
|
|
| |
|