Alla fine i poliziotti della Digos e della Postale hanno
bussato alle loro porte, con in mano il decreto di perquisizione
firmato dal magistrato bolognese che coordina l’inchiesta
sul blog “Caccia allo sbirro”, in rete dallo
scorso febbraio e ora oscurato, dove erano state pubblicate
diverse foto di poliziotti (in servizio a Bologna, Milano,
Bergamo e Napoli) invitando gli utenti a divulgare i dati
di quelli che gli autori del gesto definivano i “servi
della borghesia”. A essere perquisiti sono stati
quattro attivisti legati all’area dei Carc (Comitati
di appoggio alla resistenza per il comunismo), due uomini
e una donna residenti a Milano (ma originari di Latina
e Siracusa) e un giovane napoletano residente nella città
partenopea. Nelle loro abitazioni i poliziotti della Digos
di Bologna e i colleghi di Milano, Napoli e Latina hanno
sequestrato diverso materiale anche informatico, foto
e un video. Le accuse per i quattro attivisti sono quelle
di istigazione a delinquere, calunnia e violazione della
privacy, in concorso. Una riprova, questa, secondo la
nostra associazione, del clima avvelenato che si respira
nel nostro Paese, dove le istituzioni e i suoi rappresentanti
vengono messi sotto tiro mentre cercano di svolgere il
loro lavoro. Un lavoro difficile, spesso nascosto e lontano
dalla luci della ribalta, ma preziosissimo per garantire
ordine e legalità in un’Italia attraversata
da mille problemi. Inutile ricordare quanto, nello svolgimento
di un’indagine, sia fondamentale l’anonimato
di un poliziotto, e come il render pubblico il suo volto
rappresenti un pericolo per sé stesso e il successo
di un’inchiesta. L’associazione Occidens coglie
l’occasione per esprimere la sua vicinanza a tutti
quegli esponenti delle forze dell’ordine che, a
volte con uno stipendio appena sufficiente a garantire
il sostentamento delle rispettive famiglie, veglia e sorveglia
con passione e dedizione sulla tutela e la sicurezza dei
cittadini, costretta a fare i conti, ogni giorno di più,
con una delinquenza dilagante che, dalle grandi metropoli,
si sta espandendo sempre più anche ai piccoli centri
di provincia e a zone esterne che parevano essere zone
franche inviolabili. |