PERCHE’ SONO D’ACCORDO SULLA CASTRAZIONE CHIMICA
Lo stupro deve essere considerato l’omicidio dell’anima.
Non basta una pena detentiva per chi è peggiore
di un barbaro. |
di
Monica Gagliani |
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Non
dobbiamo sottovalutare gli aspetti psicologici di chi
subisce uno stupro. Non può bastare quindi una
pena detentiva, che comunque deve essere esemplare, adeguata
e che non possa alleggerirsi grazie alle maglie della
giustizia o alle capacità di qualche luminare giurista.
Non usiamo mezzi termini: lo stupro è, indiscutibilmente,
un brutale omicidio dell’anima.
Le cronache sono piene di esempi; le donne più
o meno giovani che subiscono una violenza carnale, hanno
spesso il desiderio di morire. L’atto violento perpetrato
nei confronti di una donna, lascia sempre una ferita aperta,
lascia sempre una firma indelebile sulla vita di queste
persone.
La stampa ci parla di ragazzine tra i quattordici e quindici
anni, violate nella loro intimità, attraverso una
violenza inaudita. Chi riuscirà a dare loro nuove
speranze. Chi sarà in grado di offrire a queste
ragazze i sogni cullati nella loro adolescenza, le speranze,
la fiducia nel prossimo, la possibilità di vivere
una vita normale… farsi una famiglia?
E allora appesantiamo le pene, castriamo chimicamente
chi si macchia di certi reati: stupratori e pedofili sullo
stesso piano, senza pietà, perché loro non
hanno pietà. Non si tratta di legge del taglione
ma, più semplicemente di giustizia, giustizia vera,
giustizia e basta. I programmi d’informazione in
TV ci parlano di mostri: violentatori e pedofili il cui
oggetto del desiderio sono bambini la cui età varia
dai 6 mesi ai 14 anni. Dopo basta. Sono troppo grandi
per le loro depravazioni, per le proprie perversioni
Di fronte a questi scempi non si può tacere ed
essere indifferenti! Non riesco a pensare alla castrazione
chimica come ad una barbarie, mi dispiace, ma credo sia
un modo per porre fine a questi orribili reati, visto
che la nostra giustizia non riesce a porre un fermo rimedio.
Non riesce a far marcire questi brutali mostri in carcere,
permettendo purtroppo, che certi strazianti episodi si
ripetano nel tempo, mietendo altre vittime innocenti.
Come donna e come mamma chiedo che questi esseri abominevoli,
italiani o stranieri, possano avere ciò che meritano:
una giusta pena, castrazione chimica compresa. |
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| COMMENTI |
8-3-2009
• LUIGI BAZAN
Perchè non adibire un carcere solo agli
stupratori? Così li facciamo divertire fra di loro.
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10-3-2009
• ANDREA LORENZONI
Certi episodi ti rodono dentro l'anima. Sono pienamente
daccordo con Luigi Bazan. facciamo un carcere ad hoc. Mettiamoli
tutti dentro, ma come dice la vostra giornalista, castrati.
Laciamoli marcire e magari facciamoli anche lavorare, perchè
la loro detenzione non sia a carico dello stato. BASTA.
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10-3-2009
• MASSIMO SARTINI
Credo che se la pena fosse adeguata e da scontare
interamente, non ci sarebbe bisogno di "estrema ratio".
Non si può fare uscire immediatamente, dal carcere,
una persona che si macchia di un reato come lo stupro o
la pedofilia. Comunque capisco la riflessione di una mamma
e condivido ...
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10-3-2009
• SUOR TERESA
Sono una suora della Congregazione delle Francescane
Immacolatine. Alcuni anni fa ho subito una tentata violenza.
Una sera, mentre mi trovavo all'estero, rientravo al mio
convento, dopo una giornata passata tra i bambini in un
quartiere,una zona molto difficile. All'improvviso uno sconosciuto
prima mi bloccò, quindi mi strappo una borsa, nella
quale tenevo alcune offerte raccolte per il Centro delle
Opere. Quindi preso da ulteriore ira, mi afferrò
violentemente. Ero terrorizzata e pensavo al peggio, quando
alcuni residenti nel quartiere, sentirono le mia urla, mi
riconobbero e riuscirono a far scappare quell'uomo. Tempo
dopo seppi dalla polizia, che avevano arrestato un uomo,
per una violenza carnale. Gli inquirenti erano sicuri che
fosse lo stesso individuo che mi aveva aggredita alcuni
mesi prima. Non sapevo cosa fare. Dopo un incontro con la
mia superiora, che mi ha aiutato tantissimo, ho voluto incontrare,
quella persona nella quale avevo sentito tanta violenza
e rancore. I suoi attacchi verso gli indifesi, erano fatti
solo per ottenere denaro o valori. Il suo bisogno di rubare,
si trasformava in rabbia e violenza, solo per il gusto di
farlo. Non credo che la castrazione chimica potesse, in
qualche modo, servire a qualcosa. Il perdono di Dio è
una cosa, la giustizia verso gli indifesi resta comunque
un’altra.
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13-3-2009
• SANTE GHIZZARDI
Concordo pienamente con Monica Gagliani. Dato che
si parla tanto di integrazione raziale, culturale e religiosa,
si chieda ad un Sufi mussulmano cosa fanno loro, nei loro
Paesi, e chi stupra le loro donne ed i loro bambini. Per
i colpevoli di furto, in Arabia Saudita, il più integralista
dei grandi paesi arabi, si tagliano le mani e non con un
intervento chirurgico sotto anestesia, ma in pubblico, con
un colpo di scimitarra. Le loro donne, se infedeli, vengono
uccise negli stadi a colpi di pietre. Noi diamo i domiciliari
agli stupratori, la libertà agli assassini delle
B.R., però siamo anche stati bravi: abbiamo restituita
la stele di Axum!! La quale starà certamente meglio
dove si trova ora che dov'era dieci anni fa.
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19-3-2009
• PAOLO
Ho letto con molta attenzione questo post. Mi domando
come si possa trasudare tanto odio e rancore in cosi poche
parole. Si parla di marcire in galera,si riecheggiano spiriti
della legge del taglione.La vendetta e l'odio sono due strade
che portano solo a perdersi tra la nebbia. La castrazione
chimica è una pratica che ogni persona religiosa
dovrebbe ripudiare.Le nostre radici Giudaico Cristiane ci
hanno trasmesso i veri valori da seguire. La giustizia non
deve sgorgare dall'odio.
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19-3-2009
• SIMONE
Non credo
che sia giusto mettere sullo stesso piano pedofili e stupratori.
Siamo su due pianeti diversi e per certi versi opposti.
Il pedofilo è una persona malata, un mostro difficile
da identificare e da combattere. Una persona da rendere
inoffensiva, per il bene suo e soprattutto della collettività.
Lo stupratore è una persona che ha perso, o non ha
mai avuto, rispetto per il prossimo. Considera la donna
come un sempice oggetto da disporne a piacimento. Per i
pedofili sono daccordo alla castrazione chimica, non di
rado sono loro stessi a chiedere di essere posti in condizione
di non nuocere. Per gli stupratori semplicemente servirebbero
pene esemplari, severe e politicamente scorrette.Difficile
quantificare il tutto. Diciamo 15 anni di carcere una tantum.
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20-12-2009
• FRANCO MASINI
"...difficile
discordare da quanto dice la suora e qualcun altro anch'io
sono per la giustizia divina però insisto a chiedere
che quella terrestre funzioni a dovere e non come fsi
é atto fin'ora che sembra liberare alla svelta
i delinquenti mentre trattiene voluttuosamente i ladruncoli
di pere!" |
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