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STUDENTESSA
STUPRATA A ROMA, ADESSO BASTA
Italia
in mano a delinquenti disperati e allo sbando. Serve,
immediato, un pugno di ferro contro la criminalità.
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Ha
sbagliato stazione. Rischiando di morire. Perché
questo è ciò che accade oggi in un’Italia
caotica e in mano alla delinquenza spicciola, piena di criminali,
spesso clandestini, allo sbando e privi di freni e controlli.
Doveva arrivare all’Olgiata (parliamo della città
di Roma), una giovane studentessa universitaria del Lesotho
figlia di un addetto diplomatico africano, dove abita insieme
con i familiari, ma la preoccupazione le ha fatto fare confusione.
Ha deciso di prendere il trenino che attraversa Roma Nord
per tornare a casa: l’ultima corsa, poco prima della
mezzanotte, con un po’ di ansia, ma tanta determinazione.
Però l’errore sulla fermata è stato
fatale per la ragazza che, appena scesa, si è trovata
davanti un romeno in Italia clandestinamente. Forse era
ubriaco, sicuramente violento. L’uomo, senza lavoro
né fissa dimora, ha tirato fuori dalla tasca un coltello
e l’ha minacciata. Una mano sulla bocca, il romeno
ha trascinato la giovane in una zona buia (la stazione è
circondata dalla campagna) e l’ha accoltellata, forse
per farle capire che non aveva intenzione di scherzare.
Una ferita profonda all’addome che, solo per un caso,
non ha leso organi vitali. Ma non era ancora finita, perché
l’uomo ha iniziato a violentare la ragazza, ormai
in stato di choc. Poteva finire come Giovanna Reggiani,
pestata a morte e buttata in un fosso alla fine di ottobre
scorso ma, per fortuna, due testimoni hanno notato il romeno
che immobilizzava la donna e dato l’allarme a un’auto
dei carabinieri in servizio nella zona. I militari, subito
accorsi, hanno trovato il criminale con il coltello sporco
di sangue in mano e la studentessa a terra, in un lago di
sangue.Manette per lui, che ha anche tentato di darsi inutilmente
alla fuga. L’ennesimo atto di violenza. Ancora una
giovane donna diventata preda di loschi individui senza
scrupoli, senza regole, senza freni inibitori, senza un
futuro e sapendo bene di non avere, ahimè, niente
da perdere, ma soprattutto disperati. Si perché il
termine che maggiormente si adatta a questi drammatici eventi
è proprio DISPERAZIONE. E noi ancora una volta siamo
costretti a parlare di questa violenza gratuita e orribile,
che abbiamo sempre visto e vissuto con distacco perché
lontano da noi, dalle nostre strade, dai nostri quartieri,
dalle nostre città, ma che da tempo ormai, sentiamo
sempre più terribilmente, vicina. Ora il timore ci
assale ed alimenta le nostre paure. Spaventati ed atterriti
per ciò che avviene, assistiamo impotenti alla giostra
delle accuse che tutti rivolgono contro tutti e tutto. Ma
il problema resta, insieme alla preoccupazione ed al forte
senso d’insicurezza. OCCIDENS ripete ancora una volta:
si deve porre un freno all’ondata indiscriminata di
immigrati che raggiungono il nostro Paese, si deve porre
un freno alle regole troppo permissive di un’Europa
che allarga i propri confini senza badare alle conseguenza.
L’Italia è ormai diventata porto di sbarco
di coloro che conoscono benissimo come funzionano certe
cose. Di chi sa che la clandestinità è più
facile in Italia e quindi è più facile delinquere.
E’ troppo tempo che attendiamo una seria soluzione
al problema, una dura ed altrettanto adeguata fermezza dello
stato. OCCIDENS torna a chiedere con decisione ciò
che tutti ormai, senza distinzione, chiedono con forza:
vera determinazione nella prevenzione e fermezza nella pena,
che sia dura ed intransigente, senza scomputi, senza sconti,
senza remore.
- Come reagiamo di fronte all’impotenza che
ci assale assistendo a certi fatti?
- Qual è la strada da intraprendere per fermare questa
ondata di violenza?
- In che modo lo stato può rispondere ad una tra
le principali esigenze di ogni cittadino italiano?
Aiutaci a dare forza alle nostre idee … |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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