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MOTIVI
DI ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA: ESPULSO DALL’ITALIA
L’IMAM DI TORINO
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| E’
stato imbarcato per il Marocco il 44enne imam di Torino,
Mohamed Kuhaila: il Viminale, infatti, ha emesso nei suoi
confronti un decreto di espulsione per motivi di ordine
e sicurezza pubblica. Il religioso musulmano aveva destato
scandalo all’inizio dello scorso anno, quando fu accusato
nella trasmissione televisiva di Rai Due “Annozero”
di diffondere sermoni fondamentalisti in una moschea in
via Cottolengo, vicino a Porta Palazzo. Il programma di
Michele Santoro mandò in onda le immagini riprese
con una telecamera nascosta mentre l’imam stesso predicava
nella moschea violenza verso gli atei, incitando alla guerra
santa e giustificando la segregazione delle donne. Il video,
trasmesso durante la puntata del 29 marzo 2007 dedicata
alla condizione femminile nella cultura islamica e in cui
era stato affrontato il tema delle moschee come possibili
luoghi di predicazione della jihad, mostrava fondamentalisti
impegnati in propaganda all'interno della moschea e l’incitazione
di Kuhaila ai musulmani a non integrarsi con cristiani ed
ebrei, considerati infedeli. Le immagini avevano suscitato
varie polemiche e l'apertura di un’inchiesta da parte
della Procura di Torino. Nella moschea, inoltre, erano state
mostrate fotocopie di un giornale vicino al gruppo di Al
Qaeda. Mohamed Kuhaila è diventato imam dopo che
il suo predecessore, Bourichi Bouchta, era stato espulso
dall’Italia nel settembre del 2005 per motivi di sicurezza. |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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