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RAPINA IN LOMBARDIA, MORTE E TERRORE
Sgominata banda di extracomunitari, due
dei quali sono rimasti uccisi. Feriti due carabinieri.
E rabbia e tensione aumentano tra la gente.
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Un vero e proprio scontro fra lo Stato, rappresentato nella
circostanza dall’Arma dei carabinieri, e una feroce
criminalità pronta a uccidere. E’ questo il
riassunto di quanto avvenuto in terra di confine tra il
Cremasco e il Trevigliese, e, dunque, fra le province di
Cremona e Bergamo. Una rapina all’esterno di una discoteca,
la fuga, l’avvistamento, la sparatoria, il sangue,
il terrore e il suono delle sirene. Sembra il copione di
un movimentato film d’azione, ma invece (purtroppo)
è vita reale. Due extracomunitari morti nella sparatoria.
Due i carabinieri feriti, ma per fortuna fuori pericolo.
In cella altri due, ciò che resta di una banda che
poco prima aveva compiuto un raid, rapinando un venditore
ambulante di bibite e due ragazzi. Uno dei morti era clandestino
in Italia, così come uno degli arrestati. L’allarme
parte alle dal parcheggio del locale notturno “Primastella”,
a Sola di Fara Olivana. Due ragazzi stanno per allontanarsi
a bordo di una Ford Ka, quando qualcuno bussa al finestrine.
Il guidatore abbassa il vetro e viene afferrato e sbattuto
a terra. I giovani vengono percossi in modo spietato da
quattro uomini, che si fanno consegnare contanti e cellulari
e si allontanano su una piccola auto e una Bmw metallizzata.
I ragazzi, choccati e sanguinanti, riescono ad annotare
il numero di targa e ad avvertire il “112”.
L’allarme raggiunge Crema e Treviglio e le caserme
vicine. I quattro vengono intercettati a Sergnano, a meno
di una decina di chilometri da Crema. La vettura viene bloccata
a un incrocio. La gazzella dei carabinieri si affianca,
obbliga la Bmw a fermarsi. Alla guida c’è un
marocchino, il proprietario dell’auto. Al suo fianco
un albanese. I militari fanno scendere i quattro occupanti,
chiedono i documenti. L’albanese viene messo con le
mani sul cofano. L’azione è fulminea: l’albanese
apre il cofano ed estrae una pistola; due colpi in rapidissima
successione raggiungono l’appuntato Busto e il maresciallo
Ferro. La 7,65 sparerebbe ancora se non si inceppasse. Il
maresciallo risponde al fuoco. Dalla sua pistola lungo partono
due colpi: uno centra il torace dell’albanese, l’altro
raggiunge alla testa il marocchino che sta tentando di risalire
sull’auto. Gli altri fuggono a piedi. I carabinieri
esplodono altri cinque colpi. Intervengono due cacciatori,
bergamaschi di Credaro e Predore, che spianano le doppiette
contro i fuggitivi obbligandoli a desistere. I morti sono
Kastriot Gojani, 22 anni, di Fara Olivana e il marocchino
Kamal Korori, 23 anni. Arrestati per duplice tentato omicidio
e rapina l’albanese Zef Hasani, 22 anni, di Romano
di Lombardia, colpito due anni fa da un provvedimento di
espulsione sotto un alias, e il kosovaro Nazim Avdiu, 23
anni, di Fara Olivana. E’ probabile che il commando
abbia agito sotto l’effetto degli stupefacenti: sulla
Bmw sono stati ritrovati dieci dosi di cocaina. L’albanese
morto potrebbe essere uno dei rapinatori (quattro, forse
cinque) che una decina di giorni fa si sono accaniti su
un giovane sorpreso con una prostituta a Urgnano, in Bergamasca.
La sicurezza in Italia? Altra domanda, please. In attesa
della prossima, tragica puntata. Leggi più severe,
soprattutto in tema di immigrazione. La nostra associazione
le chiede da tempo e non si stancherà mai di farlo.
Ma intanto la gente trema. E la tensione sociale aumenta.
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occidentale come fonte di princìpi universali e
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