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PAPA: "SERVONO LAICI CON SENSO CRITICO IN GRADO DI
CONTRASTARE LA CULTURA DOMINANTE"
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(articolo
tratto da "Tempi" - Gennaio 2012) |
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Magistrale
discorso di Benedetto XVI ai vescovi americani. Il Papa
ricorda che la Chiesa deve aiutare i «laici a offrire
testimonianza pubblica della loro fede, soprattutto sulle
grandi questioni morali del nostro tempo». Per contrastare
una cultura dominante che «tenta di sopprimere la
dimensione del mistero ultimo, cadendo preda di letture
totalitarie della persona umana».
Uno dei «compiti primari della Chiesa» è
«preparare leader laici impegnati e presentare una
convincente articolazione della visione cristiana dell'uomo
e della società»; per questo i vescovi devono
mantenere «i contatti con i cattolici impegnati
nella vita politica» e aiutarli a «comprendere
la loro responsabilità personale nell'offrire testimonianza
pubblica della propria fede, soprattutto sulle grandi
questioni morali del nostro tempo: il rispetto per il
dono di Dio della vita, la tutela della dignità
umana e la promozione dei diritti umani autentici».
Si è rivolto così Benedetto XVI ai vescovi
degli Stati Uniti ieri mattina. Ai presuli delle Regioni
IV e VI della Conferenza episcopale Usa ha ricordato che
il compito di accompagnare i laici è fondamentale
«per contrastare correnti culturali che, sulla base
di un individualismo estremo, promuovono nozioni di libertà
staccate dalla verità morale». Il Papa ha
anche chiarito che «la legittima separazione tra
Stato e Chiesa non può essere intesa nel senso
che la Chiesa deve tacere su determinate questioni, né
che lo Stato può scegliere di non tenere conto
delle voci dei credenti impegnati nel determinare i valori
che daranno forma al futuro della nazione».
Particolarmente schietto il discorso rivolto ai vescovi
statunitensi da parte di Benedetto XVI, che continua:
«Negli Stati Uniti ci sono correnti culturali, che
non sono soltanto direttamente opposte agli insegnamenti
del nucleo morale della tradizione giudaico-cristiana,
ma sempre più ostili al cristianesimo come tale.
rappresentano una minaccia non solo per la fede cristiana,
ma anche per la stessa umanità, per la profonda
verità del nostro essere e della vocazione ultima,
il nostro rapporto con Dio. Quando una cultura tenta di
sopprimere la dimensione del mistero ultimo, chiudendo
le porte alla verità trascendente, diventa inevitabilmente
impoverita e cade preda, come chiaramente intuì
il compianto papa Giovanni Paolo II, di letture riduzionistiche
e totalitarie della persona umana e della natura della
società».
E proprio per questo, conclude papa Ratzinger, che servono
laici «impegnati e ben formati, dotati di un forte
senso critico nei confronti della cultura dominante e
con il coraggio di contrastare una laicità riduttiva
che delegittima la partecipazione della Chiesa nel dibattito
pubblico sui problemi che stanno determinando il futuro
della società americana». |
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