Un
calendario 2010 che mescola insieme ricorrenze cattoliche
musulmane, ortodosse e cinesi, il tutto in un tripudio
di "giornate", da quella per la pace a quella
per il risparmio energetico.
Di questi tempi, nei quali vanno di moda le "contaminazioni"
e il "meltingpot", non ci sarebbe nulla di originale,
se non fosse che a curare e diffondere un simile almanacco
è un giornale cattolico, e precisamente il periodico
della Diocesi di Adria-Rovigo «La Settimana».
Che per il nuovo anno ha pensato bene di offrire ai suoi
lettori un calendario nel quale accanto al Santo Natale
e all'Epifania (che per errore è però collocata
curiosamente al 3 e non al 6 gennaio), compaiono in bella
evidenza la musulmana ascensione del Profeta, la festa
cinese della luna e il Ramadan. «Che male c'è?»
dirà qualcuno. «In fondo, un anno è
lungo, e c'è posto per tutti». Il guaio è
che, quando si imbocca a tutta velocità la strada
dell'ecumenismo e del sincretismo delle fedi, quando si
getta benzina sul fuoco che alimenta l'indifferentismo
religioso al grido di "crediamo tutti nello stesso
Dio", quando si strizza l'occhio al "volemmossebbene"
interculturale, succede che non ci si limita ad aggiungere,
ma si inizia con il togliere, con il tagliare, con il
perdere per strada pezzi della propria identità.
Uno, magari, pensa di ragionare come i vecchi imbonitori
da fiera e sta sulla porta urlando «Più credenze
entrano e più feste si vedono» e poi finisce
per rimanere fuori proprio lui.
SANTA OBIEZIONE
Tanto che, scorrendo questo calendario "ecumenico",
la prima cosa che balza all'occhio è la scomparsa
dei santi. Ne sopravvive solo una sparuta rappresentanza
forse tra quelli ritenuti più politicamente corretti:
San Massimiliano (patrono degli obiettori di coscienza),
San Francesco (patrono d'Italia) e Santo Stefano (senza
spiegazioni). Scompare ogni riferimento al Giovedì
Santo (quando Gesù istituisce il sacramento dell'eucarestia).
A luglio si staglia, unica in tutta la pagina, la musulmana
ascensione del Profeta (con la "P" maiuscola),
mentre ad agosto si ricorda, in coda al Ramadan e alla
giornata internazionale della gioventù, l'Assunzione
di Maria vergine (con la "v" minuscola). L'Immacolata
concezione di Maria sta appiattita fra il capodanno musulmano
e la giornata internazionale dei diritti umani. Il 16
maggio non è il giorno dell'Ascensione di Nostro
Signore, ma la 44^ giornata delle comunicazioni sociali.
E a settembre?
Arrivano la 5^ giornata per la salvaguardia del creato,
il Lialat Al qudir, la fine del Ramadan, la giornata internazionale
della pace e la festa cinese della luna. Con buona pace
delle feste mariane il primo gennaio si celebra la "43^
giornata della pace", ed è vero, ma probabilmente
non secondo l'anelito politicamente corretto degli estensori
del calendario. In compenso, non si dice che, prima di
tutto, il Capodanno è la festa di Maria Madre di
Dio, ed è questo il motivo per cui la Chiesa stabilisce
fra l'altro il precetto di assistere alla Messa. Se il
buon giorno si vede dal mattino, si capisce che nel calendario
politicamente corretto le "giornate" devono
ritagliarsi un ruolo da protagoniste. Se ne contano in
tutto ben 34: dalla giornata del risparmio energetico,
a quella dei consumatori.
Questa mania delle "giornate", che piace tanto
anche a un gran numero di cattolici, è una trovata
efficace per mandare in soffitta il vecchio calendario
canonico, nel quale il tempo è scandito da feste
dei Santi e ricorrenze liturgiche. Una strategia indolore
grazie alla quale si impone un nuovo "calendario
laico" in cui Dio scompare per essere rimpiazzato
dalla Giornata Internazionale della Meteorologia e dalla
Giornata Internazionale dell'Infermiere. Il vecchio progetto
giacobino che non riuscì ai rivoluzionari, oggi
sembra andare in porto, grazie alle agende acquistate
in cartoleria o ricevute in dono dalla propria banca,
nelle quali sono stati rimossi come pericolosi bacilli
infettivi i nomi dei santi e talvolta perfino il Natale
o la Pasqua.
L'Europa che dà lo sfratto esecutivo ai Crocefissi
vuole sloggiare il Nazareno anche dal calendario. Ma c'è
da restare di stucco nel vedere che siano proprio dei
cattolici ad alimentare lo stato confusionale degli almanacchi,
rimuovendo le ricorrenze cattoliche e rimpiazzandole con
le "giornate" laiche e con le festività
di altre religioni.
REAZIONI
Uno sconcerto che ha suscitato le reazioni di qualche
fedele della diocesi di Adria-Rovigo. Francesca Pivirotto
ha scritto alla "Settimana": «Non appenderò
in casa il vostro calendario. Capisco che possiate pensare
che quello che appendo o non appendo in casa mia sono
affari miei. Probabilmente avete ragione, ma sentivo il
bisogno di rendere pubbliche le mie proteste. Davvero
l'integrazione passa attraverso la distruzione sistematica
non solo della nostra cultura ma anche della nostra identità
religiosa (operata per giunta da strutture interne alla
diocesi)? Io non ne sono convinta, per cui ho appeso in
casa il calendario che mi ha dato il mio amico legatore:
ogni giorno un Santo a tenermi compagnia e a ricordarmi
che sono cattolica, apostolica, romana.
Ogni giorno dell'anno un cattolico deve affrontare la
vita con Cristo. Lui è la soluzione (la Via), non
un ostacolo all'integrazione e a tutto il resto».
Se, al momento di andare in stampa con questo articolo,
non è cambiato qualcosa, anche a noi risulta che
sia così. |