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COSÌ CANCELLANO LA NOSTRA CULTURA
di
Antonio Socci
(articolo tratto da "Libero"
del 4 Novembre 2009)
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Gesù
è stato giudicato - duemila anni fa - dalle varie
magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la
“giustizia” di allora. Oggi la Corte europea
di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare
esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente
massacrato dalla “giustizia umana” viola la
libertà religiosa. È stato notato che semmai
il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia
umana e cosa è il potere ed è quindi un
grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità)
e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi
giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti
che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di
quel loro “errore giudiziario” o meglio di
quella loro orrenda ingiustizia).
Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di
oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce
“una violazione del diritto dei genitori a educare
i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione
alla “libertà di religione degli alunni”.
Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel
diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni
stataliste che non riconoscono la libertà di educazione
e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti
ideologici. La seconda ragione è ancor più
assurda. Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno,
ma è il simbolo della nostra storia.
Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza
di senso storico, cioè di consapevolezza culturale,
questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare
ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo.
Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche
le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua
(una settimana), perché violerebbero la libertà
religiosa.
Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della
nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo
(che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora
di religione cattolica) sono di per sé un “attentato”
alla libertà altrui. I giudici di Strasburgo dovrebbero
esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran
parte della storia dell’arte e dell’architettura,
di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro
si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?)
o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi
repertori di musica classica e di tanta parte del programma
di filosofia.
Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa
di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe
essere considerato - stando a quei giudici - un attentato
alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere
della parola “italia” significano “isola
della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche
il nome della nostra patria per non offendere gli atei?
E l’Inno nazionale che richiama a Dio? Perfino lo
stradario delle nostre città (Piazza del Duomo,
via San Giacomo, piazza San Francesco) va stravolto? Addirittura
l’aspetto (che tanto amiamo) delle vigne e delle
colline umbre e toscane - come spiegava Franco Rodano
- è dovuto alla storia cristiana e ad un certo
senso cattolico del lavoro della terra: vogliamo cancellare
anche quelle? Ma non solo.
Come suggerisce Alfredo Mantovano, «se un crocifisso
in un’aula di scuola è causa di turbamento
e di discriminazione, ancora di più il Duomo che
“incombe” su Milano o la Santa Casa di Loreto,
che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto:
la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà
l’abbattimento di entrambi?». Signori giudici,
si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui
peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università
(a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati
proprio dal seno della Chiesa? Infine (spazzata via la
Magna Charta, san Tommaso e la grande Scuola di Salamanca)
si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi
diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo)
letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto
internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla
storia cristiana?
La stessa Costituzione italiana - fondata sulle nozioni
di “persona umana” e di “corpi intermedi”
(le comunità che stanno fra individui e Stato)
è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche
quella come un attentato alla libertà di chi non
è cattolico?
E l’Europa? L’esistenza stessa dell’Europa
si deve alla storia cristiana, se non altro perché
senza il Papa e i re cristiani prima sui Pirenei, poi
a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata
via diventando un califfato islamico. Direte che esagero
a legare al crocifisso tutto questo. Ma c’è
una controprova storica.
Infatti sono stati i due mostri del Novecento - nazismo
e comunismo - a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi
dalle aule scolastiche e dalla storia europea. Odiavano
l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce,
furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo
ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono
in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori)
della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché
della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).
Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta
“guerra dei crocifissi” con la quale tentò
di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine
di Gesù crocifisso. Non sopportavano quell’ebreo,
il figlio di Maria, e volevano soppiantare la croce del
Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico
dei loro dèi del sangue e della forza.
Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare
Cristo dalla storia stessa. Se le moderne istituzioni
democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi
del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea
dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare
che la tragedia del Novecento è stata provocata
da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di
sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano
significate proprio dal Crocifisso?
Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia
Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando -
negli anni Ottanta - vi fu un altro tentativo di cancellarlo
dalle aule: “Non togliete quel crocifisso”
fu il titolo del suo articolo. Scriveva: “il crocifisso
non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine
della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo
l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino
allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il
mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?
(…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro,
in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei.
Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei?
Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non
è forse morto nel martirio, come è accaduto
a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il
segno del dolore umano”.
La Ginzburg proseguiva: “Non conosco altri segni
che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo(…)
prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini
sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti
e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e
nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della
nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà
fra gli uomini … A me sembra un bene che i ragazzi,
i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.
Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo
apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia
del mondo”, scrive la Ginzburg. Infine il crocifisso
è il più grande esorcismo contro il Male.
Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di
stare sui nostri muri, ma il contrario.
Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: “Questi
muri appesi ai crocifissi (…)”. Letteralmente
crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.
Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine -
come accade in Arabia Saudita - potranno proibirci anche
di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può
impedirci di portarlo nel cuore. E questa è la
scelta intima di ognuno. La più importante. |
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| COMMENTI |
18-11-2009
• FRANCO MASINI
Questa é la lettera che ho ricevuta da una
mia consorella della San Vincenzo De paoli. In sostanza
dice....non sta a noi ecidere quale che sia la volontà
di Dio e mi sembra non avere tutti i torti, leggete e fatemi
sapere. Grazie "......In ogni caso visto l'argomento
perchè invece di arzigogolare non lasciamo fare al
Signore direttamente? La storia ci racconta che ogni volta
che " i turchi " o pseudoturchi ( tanto ormai
siamo tutti turchi!!!) sembrava avessero la meglio non è
stato così, la meglio, in 2000 anni, l'ha avuta sempre
Nostro Signore; salvo poi capiere se quelli che lo rappresentavano
in terra ne fossero degni o meno. Io ti do un consiglio...prega,
prega questo nostro grande Signore Gesù che sa lui
come aggiustare le cose. Sai noi siamo così limitati
per un argomento così grande che facciamo soltanto
dei danni. Affidiamoci invece a lui, facciamo delle novene,
delle ore di adorazione soltanto per chiedere che venga
fatta " la sua volontà" non la nostra di
poveri bischeri con la vista lunga come il naso. Preghiamo
per tutti, soprattutto per quelli che non hanno capito il
messaggio di uno che aprendo le braccia sulla croce ci ha
accolti tutti, ma soprattutto i suoi carnefici, in un unico
grande abbraccio. Lasciamo che le sua braccia che con la
resurrezione si sono sganciate dalla croce ci accolga tutti
nel suo immenso abbraccio. Preghiamo e parliamo poco arzigogoliamo
poco. Se, con la tua grande verva, riesci a fare, come anche
avrebbe voluto Federico Ozanam, Madre Teresa, ecc....con
confratelli e amici delle ore mensili di adorazione davanti
al SS. Sacramento dimmelo che sarò in prima fila.
Io lo proposi, ma fui snobbata.....Ma quella, con i tempi
che corrono è l'unica cosa che conta e che possiamo
fare. Perchè chiediamo chiediamo, ma non facciamo
nulla. Gesù in tutte le sue manifestazione è
quello che ha sempre chiesto, ma noi non lo facciamo....se
non solo sporadicamente.
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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