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“MASS
MEDIA, IMMAGINI SBAGLIATE”
Il duro monito di Papa
Benedetto XVI, nel corso della Giornata mondiale delle
comunicazioni sociali |
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Trasgressione,
volgarità e violenza usate per alzare l’audience;
pubblicità ossessiva; imposizione di modelli distorti
di vita; manipolazione delle coscienze e della realtà.
E’ un attacco durissimo e circostanziato, quello
che Papa Benedetto XVI, nel tradizionale messaggio per
la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, ha mosso
contro i mass media, invoca una sorta di carta etica per
gli operatori dell’informazione e dell’intrattenimento.
“I media — scrive il Pontefice — possono
e devono essere strumenti al servizio di un mondo più
giusto e solidale, anche se non manca il rischio che essi
si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere
l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti
del momento. E’ totalmente sbagliata, dunque, una
comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione
di prodotti di consumo mediante una pubblicità
ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà,
di fatto si tende a legittimare e a imporre modelli distorti
di vita personale, familiare o sociale. Inoltre, per favorire
gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita
a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità
e alla violenza”. Un intervento, questo, certamente
degno di nota e da rimarcare, soprattutto per la nostra
associazione che, attraverso le parole del presidente
Alessandro Gabriele, aveva a sua volta puntato l’indice,
qualche settimana addietro, sugli esempi completamente
sbagliati che i mass media, ed in particolar modo la televisione,
offrono oggi ai nostri ragazzi
CHE COSA NE PENSATE?
SIETE D’ACCORDO CON IL PENSIERO DEL PAPA?
QUAL’E’ LA VOSTRA RICETTA?
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| COMMENTI |
4-03-2008
- FRANCESCO DE PALO
La tediosa piega che l’informazione in tutti i suoi
risvolti sta prendendo negli ultimi anni meriterebbe più
di qualche sporadica riflessione che di tanto in tanto appare
sulle testate nazionali. Quanto conta ciò che viene
sottoposto all’attenzione degli utenti? E quanto ciò
che viene solo sussurrato o a cui è dedicato minimo
spazio? Si prenda la nota vicenda sentimentale del Presidente
francese Nicolas Sarkozy: da alcuni mesi su quotidiani,
periodici, blog, reti televisive pubbliche private, è
un continuo imperversare di interviste, corsivi, analisi.
Ma non concernenti il suo programma politico, che a quanto
risulta dalla conferenza stampa di capodanno meriterebbe
più di qualche spunto di discussione, bensì
circa la sua relazione con una ex modella italiana. Ora,
il fatto che l’uomo in questione sia un personaggio
pubblico equivale ovviamente ad amplificare ogni suo più
piccolo gesto, ma proseguire con il canovaccio mediatico
italiano che antepone vicissitudini sentimentali ad altre
ben più rilevanti come la riforma delle pensioni,
la rivisitazione delle ore di lavoro nelle fabbriche e quant’altro,
significa dare in pasto agli utenti notizie secondarie.
L`”informazione”, nei suoi derivati giuridico/
sociali non deve essere soltanto una bussola per giornalisti
e fruitori, quanto piuttosto un valido momento di riflessione
sul mondo di quotidiani e televisioni che ci circonda e
dal quale attingiamo quotidianamente notizie, commenti,
consapevolezze, che contribuiscono alla coscienza dei fatti.
Il dovere di cronaca e l`onesta` intellettuale del giornalista
devono essere la virtu` sovrana, prima ancora degli obblighi
derivanti dal codice deontologico: sto parlando di una spinta
interiore che deve prevalere su mistificazioni, invenzioni,
come Indro Montanelli evidenzia nella prefazione de “L`Italia
degli anni di fango”, scritto a quattro mani con Mario
Cervi, quando dice che “puo` darsi che di un fatto
o di una situazione, quello che noi raccontiamo non sia
tutta la verita`. Ma e` sicuramente la verita`, quale sinora
si e` potuto appurarla”. I mass media dovrebbero instaurare
con il pubblico una sorta di patto di ferro, un contatto
conoscitivo con l`ambiente esterno, creando veramente la
pubblica opinione e raccogliendo le informazioni affinché
proprio i fruitori possano formarsi una qualche opinione,
di qualunque specie essa sia: questa e` la vera liberta`
di informazione, intesa si` come liberta` di informare ma
soprattutto come liberta` di essere informati adeguatamente.
Si tratta di una concezione che deve avere necessariamente
come base conoscitiva la Costituzione italiana, ma soprattutto
la storia di questo Paese, consapevole delle mille peripezie
che l`hanno attraversata nei primi anni del secolo scorso.
Il riferimento e` alle censure, alle limitazioni della liberta`
imposte con la forza, ma anche a quelle che definirei censure
piu’ attuali, come le suggestioni di taluni media
di fronte ai poteri forti, le influenze dettate dai tanti
conflitti di interessi, certa sudditanza diversificata.
Sono queste le cancrene da amputare, sono proprio manifestazioni
simili i rami secchi da potare, sono questi gli esempi da
non seguire. All’interno del ragionamento su come
debbano porsi i media al cospetto dei fruitori, risulta
essenziale porre come stella polare le parole che il Presidente
Emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rivolse
alle Camere il 23 luglio del 2002: “Non c`e` democrazia
senza pluralismo dell`informazione”, a significare
l` imprescindibile diritto di qualsiasi individuo a ricevere
e ricercare informazioni. Esclusivamente attraverso una
simile impostazione sara` possibile istruire le nuove classi
dirigenti, rammentando, non solo a loro, che il dettato
costituzionale e` di basilare importanza all`interno di
uno sviluppo democratico e sociale, sempre nella costante
consapevolezza che l`organo informativo deve essere messo
nelle condizioni di operare nella massima autonomia. L`auspicio,
per il futuro, e` la creazione di una rete informativa che
risulti quanto piu` possibile autonoma rispetto a ogni tipo
di coinvolgimento, ovvero priva di legami forti ed ingombranti
con banche, centri di potere e di aggregazione economica
di capitali, gruppi industriali con evidenti interessi diffusi,
che rappresenterebbero non uno slancio ma una vera e propria
zavorra, dal momento che vorrebbe significare chiudere bocche,
bendare occhi, strappare taccuini, oscurare telecamere.
Il pensiero corre subito alla Rai Radio Televisione Italiana,
per la quale rappresenterebbe un elisir di lunga vita (sul
modello BBC inglese) liberarsi dal modus operandi dettato
dal manuale Cancelli, con un approccio occupazionale che
sia legato esclusivamente a pubblici concorsi, con possibilita`
di carriera incentrate effettivamente sui progressi lavorativi
del singolo giornalista e non in base a semplici cambiamenti
di correnti politiche, che sovente mortificano le professionalita`
della nostra azienda di Stato.
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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