|
|
| |
DAI
DISCORSI DEI PRESIDENTI
|
Il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati hanno
eletto i nuovi Presidenti. Molti i temi toccati dal Senatore
Renato Schifani e dall’Onorevole Gianfranco Fini,
nei propri discorso d’insediamento. Contenuti che
sono collegati direttamente alle tematiche che la nostra
Associazione porta avanti e nella quale crede fermamente.
Dall’intero testo letto a Palazzo Madama ed a Montecitorio,
abbiamo tratto alcune parti che condividiamo e che vogliamo
mettere all’attenzione dei nostri soci, iscritti lettori.
Palazzo Madama – dal discorso d’insediamento
del Presidente Senatore Renato Schifani – Roma, 29
aprile 2008
“… Quella che ci aspetta sarà la stagione
delle riforme, ma anche dell'affermazione della legalità
come valore irrinunciabile. Legalità e sicurezza
sono le richieste più pressanti che vengono dalla
gente, dal Nord al Sud. Insieme infatti all'azione di contrasto
a tutte le mafie, occorre intensificare e migliorare le
strategie per combattere quella dilagante criminalità
che sta rendendo invivibili ampie aree del nostro Paese.
Si tratta di un problema che va affrontato con la necessaria
attenzione perché serie e fondate sono le preoccupazioni
dei cittadini anche in ordine alla relazione tra una parte
significativa dei reati commessi e l'immigrazione clandestina
di soggetti con pesanti storie criminali. Abbiamo il dovere,
pertanto, di non sottovalutare questi aspetti, agendo con
rigore e severità ove occorre, senza dimenticare
la grande tradizione di tolleranza e accoglienza che dobbiamo
conservare nei confronti di quella immigrazione sana e regolare
che ha, invece, bisogno del nostro aiuto …”
“… Dobbiamo difendere senza tentennamenti le
nostre radici cristiane, la nostra identità che tanto
ha contribuito alla nascita dell'occidente e della nostra
civiltà. Dimenticare le proprie radici significa
perdere l'anima, non ritrovare più se stessi, non
trovare più le ragioni forti dell'appartenenza che
ci permettono di accogliere e dialogare con gli altri senza
cedimenti e senza ipocrisie.
L'occidente, l'Europa e l'Italia o ritornano alle proprie
radici o sono destinati ad un irreversibile tramonto.
Siamo chiamati dunque a tenere alto il nome ed il prestigio
dell'Italia, sia nel contesto dell'Europa unita, di cui
siamo stati fin dall'inizio fondatori, sia nel contesto
internazionale, attraverso il saldo rapporto atlantico ed
il ruolo geo-politico nella grande area del mediterraneo.
Il nostro Paese deve ribadire sempre di più al mondo
il suo ruolo di portatore di pace e di democrazia …”
Montecitorio – dal discorso d’insediamento
del Presidente Onorevole Gianfranco Fini – Roma,
29 aprile 2008
“… Un deferente omaggio lo rivolgo al pontefice
Benedetto XVI guida spirituale della larghissima maggioranza
del popolo italiano e indiscussa autorità morale
per il mondo intero, come dimostrato anche dal suo recente,
mirabile discorso all'Assemblea generale delle Nazioni
Unite.
La laicità delle istituzioni è principio
irrinunciabile della nostra come di ogni moderna democrazia
parlamentare ed è proprio nel nome di tale principio
che il Parlamento deve saper riconoscere il ruolo fondamentale
che nell'arco dei secoli la religione cristiana ha avuto
e ha tuttora nella formazione e nella difesa della identità
culturale della nostra patria, della nazione italiana
…”
“… penso che sia tuttora di grande significato
politico e morale rammentare il valore insostituibile
della libertà, bene supremo per ogni essere umano,
precondizione per ogni democrazia, e penso sia lecito
domandarsi se ancora oggi - sessantatre anni dopo la liberazione
- la nostra libertà corra pericoli e sia davvero
minacciata. Spero non meravigli se alla domanda mi sento
di rispondere affermativamente, se ritengo che la Camera
dei deputati debba essere consapevole che un'insidia per
la nostra libertà e, di conseguenza, per la nostra
democrazia a mio avviso esiste tuttora…”
“… La minaccia non viene di certo dalle ideologie
antidemocratiche del secolo scorso, che sono ormai sepolte
con il Novecento che le ha generate. I rischi per la nostra
libertà sono oggi di tutt'altra natura. L'insidia
maggiore viene dal diffuso e crescente relativismo culturale,
dalla errata convinzione che libertà significhi
assoluta pienezza di diritti e pressoché totale
assenza di doveri e finanche di regole. La libertà
è minacciata nello stesso momento in cui - come
sta avvenendo per alcune questioni - nel suo nome si teorizza
una presunta impossibilità di definire ciò
che è giusto e ciò che non lo è…
“… Essere consapevoli di questo pericolo e
sventarlo è dovere primario della politica, se
davvero vuole onorare il suo primato. Ed è compito
delle istituzioni ed in primis del Parlamento riconoscere
e valorizzare il ruolo centrale che, nella difesa della
libertà autenticamente intesa, hanno l'educazione
dei giovani e la diffusione del sapere. È nella
famiglia e nella scuola, luoghi dove si formano i cittadini
di domani, che nasce, cresce e si diffonde l'ideale della
libertà, un ideale che va difeso quotidianamente
da un altro pericolo: la progressiva perdita di autorevolezza
dello Stato, l'affievolirsi del principio di legalità,
l'aleatorietà del diritto alla giustizia, specie
in sede civile, il conseguente diffondersi di un senso
di insicurezza tra i cittadini, fenomeni che sono la spia
di un malessere della democrazia che riguarda l'intero
Occidente, che in Italia non sono più acuti che
altrove, che non devono indurre a presagire la disgregazione
della coesione sociale, ma che sono comunque presenti
in misura tale da imporre alle istituzioni il dovere di
contrastarli …”
“… Ritengo che la Camera dei Deputati debba
continuare ad avvalersene per rafforzare il dialogo con
altre Assemblee legislative e in particolare con quelle
dei Paesi del Mediterraneo. Sulle sponde del mare nostrum
sono nate e si sono diffuse le tre grandi religioni monoteistiche.
Per secoli il Mediterraneo è stato l'epicentro
del pianeta, luogo di fecondi scambi culturali e commerciali,
e teatro di guerre sanguinose tra popoli di cultura e
di religione diversa…”
“… Oggi è specie nel Mediterraneo che
il rapporto tra la cultura ebraico-cristiana dell'Occidente
e l'Islam può svilupparsi positivamente, nel segno
del reciproco rispetto tra identità diverse, o
può precipitare nel baratro di quello scontro tra
civiltà, non a caso evocato e invocato dagli integralismi.
Ed è altresì di tutta evidenza che è
indispensabile saper guardare a ciò che accade
nel Mediterraneo anche per affrontare le pressanti questioni
poste dai massicci fenomeni migratori in atto e per dar
vita ad effettive politiche di integrazione. Sono certo
che il nostro Parlamento, che nel 2010 assumerà
la presidenza di turno dell'Assemblea euromediterranea,
saprà farlo e che di grande rilievo sarà
il contributo fornito dalla Camera dei deputati …”
|
| |
|
|
MODULO
PER IL COMMENTO |
|
| |
| |
| |
|
|
 |
 |
Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
|
 |
Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
|
 |
| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
|
 |
Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
|
|
 |
Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
|
 |
Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
|
 |
Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
|
|
 |
Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
|
|
|
|
| |
|