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LA LISTA DI PROSCRIZIONE |
di
Guido Guastalla
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Che si arrivasse ad un documento delirante in stile goebbelsiano
molti non lo credevano possibile. Io purtroppo non ero fra
quelli e mi aspettavo che qualcosa prima o dopo sarebbe
accaduto. Nel mio articolo di solidarietà al Papa
per l’inqualificabile gesto di intollerante violenza
con il quale gli era stato impedito di parlare alla Sapienza
scrissi: “la libertà del Papa è la libertà
di tutti. Oggi ci si scaglia contro il Papa , domani contro
gli ebrei”. Sono stato purtroppo facile profeta Ma
veniamo ai fatti. Questo blog infame è stato preceduto
da un fatto a cui si è data importanza relativa:
la rinuncia dll’imam della Grande moschea di Roma
a visitare la Sinagoga, annunciata il giorno prima. La giustificazione
era che non si poteva visitare una Sinagoga, sia pure di
ebrei di nazionalità italiana “finché
non fossero ristabiliti i legittimi diritti in Palestina”;
e sappiamo che i legittimi diritti dei palestinesi sono
la riappropriazione dell’intero territorio della Palestina
con la conseguente distruzione di Israele. Questo ragionamento
è estremamente pericoloso perché identifica
Israele ed ebrei della diaspora: è una miscela esplosiva
che ha portato nel passato a gravi attentati in tutto il
mondo, dalla Francia, all’Italia, alla Turchia, all’Argentina
(in questo stato con centinaia di morti nella distruzione
di un centro culturale per mano di funzionari dell’ambasciata
iraniana). Dice Gadi Luzzatto Voghera nel suo Antisemitismo
a sinistra :”Quando si fa riferimento alla lobbby
ebraica , quando si compiono generalizzazioni del tipo “gli
ebrei si sono trasformati da vittime in persecutori”.
In tutti questi casi è necessario rendersi conto
che ci si è addentrati in una retorica che è
propria del moderno linguaggio antisemita: non comprendere
questo…significa proseguire scientemente la tradizionale
presenza di un linguaggio antisemita nella sinistra”.
Un secondo fatto, che ha ricevuto più risonanza,
è stato il boicottaggio del Festival del libro a
Torino, dove estrema sinistra e ambienti islamisti si sono
trovati d’accordo nel pretendere l’annullamento
dell’invito a Israele come ospite d’onore nel
sessantesimo della sua fondazione. Anche in questo caso,
sia pur prendendo posizione contro il boicottaggio si è
cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte e si
è tentato di negare che l’invito e l’anniversario
fossero collegati fra loro.
Leggendo il blog sembra di essere tornati al 1938. Si afferma
che “l’istituzione pubblica statale sia stata
strumentalizzata da una minoranza etnica ideologizzata solidale
ad una entità politica extranazionale- quale Israele
rappresenta. Minoranza etnica che apertamente si definisce
di nazionalità israeliana nonostante risieda sul
territorio nazionale italiano godendo dei privilegi e dei
diritti della cittadinanza italiana ma che da essa…si
definisce estranea” (il dettato linguistico lascia
molto a desiderare). Si afferma poi che dall’elenco
risulta una altissima percentuale di professori ebrei sproporzionata
all’entità numerica della comunità ebraica
italiana. Conclude il blog:” In alternativa agli asini
volanti..potete anche credere che gli ebrei siano più
intelligenti…”
Non sappiamo ancora l’origine ideologica del blog,
ma, qualunque essa sia, appare da subito un miscuglio esplosivo
di nazi-islamismo-estremismo di sinistra: ci sono tutti
gli ingredienti che ormai uniscono all’islamismo fondamentalista
e suicida frange estreme di destra e di sinistra.
Che il pericolo sia grande lo dimostrano gli interventi,
anche se tardivi del governo dimissionario. Che Prodi non
avesse mai avuto un buon rapporto col mondo ebraico ce lo
ricordano gli atteggiamenti all’epoca della sua presidenza
europea, le sue risposte stizzite ai rappresentanti dell’ebraismo
europeo, la necessità che Frattini e Fini si sostituissero
a lui nel promuovere un grande convegno a Roma per denunciare
i rischi del nuovo antisemitismo europeo, fomentato dalla
presenza di numerose comunità islamiche. Credo che
sia il momento di riprendere in mano la situazione e di
spengere l’incendio prima che si propaghi. Gli ebrei
e Israele sanno dove sono i loro veri amici e sperano che
tornino al più presto al governo del nostro paese. |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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