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“GIUSTA
LA SALVAGUARDIA DELLA RADICI LUCCHESI”
Solidarietà del presidente di Occidens,
Gabriele, al Comune di Lucca dopo l’ondata di critiche
per il nuovo regolamento sui locali
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La notizia è di quelle che fanno discutere, tanto
che il nome di Lucca si è ritrovato sbalzato, improvvisamente,
sulle prime pagine e gli schermi dei principali organi
di informazione nazionali. Il nuovo regolamento del Comune
per bar locali e ristoranti, approvato dal consiglio,
prevede che, nel centro storico del capoluogo (inteso
all’interno delle mura urbane) “al fine di
salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità
architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo
non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione,
la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie
diverse”. Non appena propagatosi, il fatto ha subito
creato una profonda spaccatura tra i due schieramenti
politici, con il centrosinistra che ha accusato il sindaco
Favilla e la sua giunta di esser venuti meno al principio
di uguaglianza tra i cittadini e, dunque, di aver mancato
di rispetto della Costituzione. Favilla, dal canto suo,
si è difeso sostenendo che il principio, in realtà,
era quello di tutelare la tipicità della cucina
lucchese, senza alcun razzismo di sorta. Netta spaccatura
anche tra la gente, tra chi si è detto indignato
per questa decisione e chi, invece, ha plaudito all’iniziativa
del primo cittadino. A tale proposito il presidente di
Occidens Alessandro Gabriele intende esprimere la propria
solidarietà al sindaco della città dell’arborato
cerchio. “La nostra associazione – afferma
Gabriele – pone da sempre al primo posto la salvaguardia
delle radici e delle tradizioni occidentali. Senza voler
entrare nel merito della polemica politica in atto tra
i due schieramenti, in larga parte strumentale e priva
di contenuti concreti, crediamo che l’intento dell’amministrazione
sia proprio quello di tutelare il commercio tradizionale
e la sua identità; in sostanza, quindi, il vero
obiettivo è la difesa della lucchesità e
delle proprie origini, senza alcuna volontà razzista.
Appaiono giuste alcune modifiche al testo del regolamento
sotto il profilo della forma, ma la sostanza è
animata da intenzioni più che condivisibili e che
ci trovano in piena sintonia con il primo cittadino”.
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| COMMENTI |
06-02-2009
• E. BERTINI
Il provvedimento adottato dal comune di Lucca è pienamente
condivisibile. Le polemiche strumentali e sciocche della
sinistra danno esattamente la misura della cattiva fede
e della pochezza culturale di quelle parte politica. Semmai,
se un appunto si deve fare al Comune, si deve sottolineare
la grave carenza di comunicazione che c'è stata:
l'ufficio stampa del Comune di Lucca avrebbe dovuto prevedere
certe reazioni e fare in modo che l'informazione giungesse
ai giornali in termini chiari e ben articolati, anche preparando
il terreno alcuni giorni prima della adozione della delibera.
Ciò forse non avrebbe impedito le speculazioni, ma
le avrebbe rese subito priva di quella patina di buon a
fede che certe critiche hanno potuto vantare almeno nei
primi giorni della polemica. |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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