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“NO
ALLE NUOVE MOSCHEE”
Nord - Est della Penisola in rivolta. Dì
la tua, commentando la vicenda sul nostro sito
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Crescono
e si acuiscono sempre più le tensioni tra una consistente
fetta della popolazione italiana e gli islamici che vivono
nel nostro Paese. A creare preoccupazione, in queste settimane,
è il clima di insofferenza, sempre meno nascosto,
che si respira nel Nord Est della Penisola, considerato
un tempo “la sagrestia d’Italia”, verso
i musulmani. “Stop alla costruzione di moschee”:
è questa la richiesta che giunge da molti cittadini,
in piena contestazione contro il proliferare dei luoghi
di culto islamici. Le ragioni sono ormai arcinote: “Vogliono
fare i padroni a casa nostra”, “Questa gente
viene da luoghi antidemocratici, scambia la democrazia
per debolezza”; sono queste soltanto alcune delle
frasi più ricorrenti che la gente ripete. Attualmente
le moschee esistenti in Veneto e Friuli Venezia Giulia
sono diciassette, ma le richieste per aprirne di nuove
sono all’ordine del giorno. A livello politico,
il partito che si maggiormente interprete del disagio
anti Islam è senza dubbio quello leghista: lo testimonia
la proposta di legge presentata dal Carroccio che vincola
la costruzione di luoghi di culto, soltanto a seguito
dello svolgimento di un referendum tra gli abitanti. Un
tema, questo, che è destinato, insomma, a far discutere
ancora a lungo. La nostra associazione, da sempre attenta
al tema dell’immigrazione e della sicurezza ad essa
collegata, lancia un nuovo referendum tra i visitatori
del sito:
SEI FAVOREVOLE O NO ALLO STOP PER LE MOSCHEE?
ESPRIMI LE TUE OPINIONI, LASCIANDO UN COMMENTO |
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| COMMENTI |
20-10-2008
• GIANCARLO BELLI
Dare la possibilità ai musulmani di costruire
le loro moschee significa dare spazio ad una cultura lontana
dalla nostra. La cultura musulmana è una cultura
che non conosce l'amore ed il perdono insegnati da Gesù
Cristo; non conosce la pari dignità tra tutti gli
uomini, non conosce la pari dignità fra uomini e
donne, non conosce la laicità dello stato e la separazione
ed indipendenza tra stato e religione, non conosce il valore
supremo della persona in quanto tale. Dare spazio a questa
cultura significherebbe regredire sotto tutti i punti di
vista; a farne le spese sarebbero soprattutto i soggetti
più deboli. Noi abbiamo il dovere di difendere la
nostra cultura e la nostra civiltà che sono abissalmente
superiori a qualunque altra cultura e civiltà. Solo
nelle nostre società la giustizia si fonda sulla
misericordia, cioè sulla convinzione che anche il
peggior bandito può pentirsi e ricominciare da capo,
può essere recuperato alla società. Solo nella
nostra civiltà il progresso marcia spedito: ciò
è perchè gli occidentali sanno che la vita
ha un senso e che vale la pena di impegnarsi e anche soffrire;
niente andrà perduto e le lacrime di oggi si trasformeranno
in gioia. Solo nella nostra civiltà l'uomo è
stato riconosciuto come persona, cioè libera volontà
di esprimersi. Questa è la nostra cultura e tutti
gli esseri umani del mondo hanno diritto di conoscerla e
di farne parte.
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05-02-2009
• EDGARDO
I barbari vincono sempre su chi porge sempre l'altra
guancia, addio Italia. |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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