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SOLDI
PUBBLICI AI ROM PER ACQUISTARE UNA VILLA
Accade a
Pisa, dove il Comune ha prestato 80 mila euro a un nucleo
di venti nomadi
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Ottantamila euro del Comune per aiutare un nucleo familiare
rom ad acquistare una villa dal valore di oltre 600mila
euro. E’ questo quanto accaduto tra Pisa (che ha
stanziato la somma) e Pontedera (dove è ubicato
l’immobile). La storia risale al 2005, ma solo ora
è diventata di dominio pubblico, e sembra fatta
apposta per rinfocolare le polemiche sui soldi pubblici
utilizzati per integrare le comunità nomadi. I
protagonisti sono la ventina di componenti di una famiglia
kosovara, gli Zuka, fuggita dalla guerra nei Balcani e
approdata in riva all’Arno. Qui, dopo essersi fermata
al campo nomadi di Coltano, ha deciso di stabilirsi definitivamente.
Grazie alla vendita di tre case che possedevano in Kosovo,
gli Zuka, padre, madre, figli e nipoti, hanno a disposizione
qualcosa come seicentomila euro, circa un miliardo e 200
milioni delle vecchie lire. Individuano una villa a Gello
di Pontedera e vogliono acquistarla. Ma i soldi non bastano:
mancano 80 mila euro. Dove trovarli? Chiedono aiuto al
programma di servizi sociali del Comune di Pisa denominato
“Città Sottili”, che dal 2002 tenta
di superare l’emergenza dei campi nomadi. E il Comune
stesso, grazie a un apposito finanziamento regionale,
dice di sì. Succede però un guaio. Mentre
le parti cercano di definire un accordo su come restituire
quei soldi, gli Zuka occupano abusivamente tutta la villa,
anche la porzione acquistata con i soldi pubblici. Si
apre un contenzioso che nel novembre 2006 sfocia in una
formale denuncia del Comune. La vicenda, c’è
da giurarlo, farà discutere non poco a Pisa e dintorni.
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nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
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