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VENETO, ALTA TENSIONE TRA RESIDENTI E IMMIGRATI
In provincia di
Vicenza un sindaco esclude gli studenti extracomunitari
dalle borse di studio. “Abbiamo solo raccolto le
richieste della gente” |
C’è un clima di inquietudine in Veneto, legato
alla situazione dell’immigrazione. La nostra associazione
ha già parlato di questa preoccupante escalation
di insofferenza e torna a farlo adesso: qualcosa nell’equilibrio
di rapporti fra la popolazione residente e gli immigrati
si è rotto. Le ragioni? Naturalmente è esercizio
molto difficile individuarne una soltanto. Certamente
per alcuni gravissimi episodi di criminalità che
hanno visto il coinvolgimento diretto di cittadini stranieri,
magari per le reazioni, talvolta forse esagerate, di alcuni
sindaci che hanno risposto in maniera emozionale al fenomeno.
Fatto sta che nella parte nord del nostro Paese l’integrazione
rischia una pesante battuta di arresto. Sull’esempio
del sindaco di Cittadella, che vuole allontanare dalla
città gli immigrati poveri, si sono mossi il collega
di Montegrotto, che protesta perché, a suo avviso,
lo Stato non permette ai sindaci di fare nulla contro
la criminalità e l’immigrazione irregolare,
e quelli di Treviso, Jesolo, Musile, San Donà,
Eraclea scesi in piazza per chiedere “certezza delle
pene”. Un altro caso che ha fatto rumore, poi, è
quello avvenuto a Romano d’Ezzelino, in provincia
di Vicenza, dove gli studenti extracomunitari sono stati
esclusi dalla borsa di studio che premia i più
meritevoli. I bonus istruzione del Comune saranno assegnati,
indipendentemente dal reddito, agli alunni di terza media,
delle scuole superiori e ai laureati che abbiano ottenuto
il massimo dei voti, purché siano residenti da
almeno tre anni e posseggano la cittadinanza italiana
o di uno dei Paesi della Comunità europea. “Abbiamo
modificato il regolamento dopo essere stati sollecitati
da molti cittadini — spiega il sindaco forzista
Rossella Olivo —. Siamo convinti di aver fatto la
cosa giusta e nel rispetto della legge, ampliando tra
l’altro la sfera degli aventi diritto”. La
decisione ha scatenato le opposizioni che attaccano: “Il
merito non ha colore”. |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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