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PRATO,
IDENTITA’ PERDUTA
Nessun freno al mercato cinese, e gli italiani
se ne vanno
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Tra le città in evidente crisi di identità,
uno dei casi che più fa discutere è quello
di Prato, industrioso centro della Toscana collocato a
non molti chilometri da Firenze. “La piccola Chinatown”:
questo è uno dei soprannomi più frequenti
che vengono utilizzati per parlare di questa località.
Neanche tanto piccola, a dire il vero: si calcola, infatti,
che qua risiedano decine di migliaia di cittadini provenienti
dal Paese della Grande Muraglia. Il problema di fondo,
però, è che queste persone, anziché
integrarsi con gli abitanti del posto, poco a poco si
stanno sostituendo a loro. In molti hanno sbandierato,
negli ultimi anni, il mercato cinese come una grande opportunità
di sviluppo. La realtà dei fatti, però,
ci dice che a Prato, o in altri luoghi basati sul manifatturiero,
adesso si contano i danni, enormi, sul piano economico.
La maggioranza delle aziende tessili e calzaturiere ha
chiuso infatti i battenti, vedendosi costretta a licenziare
migliaia di dipendenti. Parlare di dazi sembrava qualcosa
di obsoleto e antistorico, eppure… Ora la città
è costretta a fare i conti con un mercato gestito
senza equilibrio e buon senso, che sta producendo, ogni
giorno sempre di più, la perdita della nostra identità
e delle nostre radici. Basta camminare per strada e osservare
le vetrine dei negozi, oppure i passanti che camminano:
gli italiani stanno diventando minoranza, è un
dato oggettivo, lampante. Non sta certo a noi dire di
chi sia la responsabilità di ciò, ma, in
tutta sincerità, ci piacerebbe tanto saperlo. |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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