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"LA VITTIMA CHIEDA AIUTO SUBITO E TENGA IL DIARIO
DELLE AGGRESSIONI"
I consigli di Luisa Romeo, poliziotta che
da anni si occupa di casi di stalking
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(articolo
tratto da "Corriere del Veneto.it" - Luglio
2010) |
ROVIGO—«L’errore
più grave che commettono le donne vittime di stalking
è pensare di poterne uscire da sè, ragionando
civilmente con il loro persecutore. Così si scavano
la fossa da sole. L’unica via di salvezza è
chiedere aiuto alle forze dell’ordine e ai Centri
antiviolenza, subito, senza aspettare l’escalation
degli atti persecutori che puntualmente si verifica».
E’ il consiglio del sovrintendente Luisa Romeo, anima
della sezione sui reati contro la persona interna alla Squadra
Mobile di Rovigo. «Da cinque anni mi occupo di stalking,
nel febbraio scorso diventato reato, regolato dall’articolo
612 bis del Codice penale, che prevede una pena detentiva
da sei mesi a quattro anni—spiega —. Prima si
procedeva per fattispecie minori collegate, come le molestie
telefoniche o le lesioni, ora il problema viene finalmente
considerato nella sua complessità. Anche se è
ancora sottovalutato, a causa di una mentalità maschile
che fatica a riconoscere pari dignità ai diritti
delle donne. Le quali, a loro volta, si danneggiano con
la scarsa autostima e la convinzione che il partner o l’ex
possa disporre di loro come vuole ». Secondo l’Osservatorio
nazionale sullo stalking, questa piaga coinvolge il 20%
degli italiani e ha preceduto il 10% degli omicidi volontari
avvenuti tra il 2002 e il 2008. Nell’80% dei casi
le vittime sono donne e, avverte la poliziotta, «di
solito il carnefice è l’ex fidanzato o l’ex
marito, il che rende la vittima più indifesa, perché
esposta al senso di colpa di rifiutare una persona con cui
ha diviso parte della vita».
Come riconoscere subito lo stalker dall’amante
deluso?
«Il persecutore cerca sempre il contatto con la vittima.
Inizia con le buone maniere, fiori e regali, ma se respinto
si fa sempre più soffocante e aggressivo. Pedina
la donna, le telefona a ogni ora del giorno e della notte,
si fa trovare in qualunque posto lei vada, le fa terra bruciata
intorno disturbando parenti e amici, che spesso si allontanano
per non venire a loro volta importunati. Oppure è
la stessa perseguitata a non chiederne l’aiuto, per
proteggerli. Gli stalker più pericolosi arrivano
ad aggredire la vittima, sessualmente e fisicamente, a danneggiarne
l’auto o la bici, addirittura ad ucciderle il cane
o il gatto, per terrorizzarla con il messaggio subliminale:
potrei fare la stessa cosa a te. Ecco, la peggiore tortura,
quella che consuma la donna, che non le fa vedere alcuna
via d’uscita ma che purtroppo è ancora sottovalutata,
è la violenza psicologica».
Come difendersi?
«Prima di tutto evitando qualsiasi forma di tolleranza
e comunicazione, che il persecutore percepisce come un atto
di disponibilità. E poi va tenuto un diario in cui
annotare con precisione ogni azione persecutoria subìta,
con data e ora: quante telefonate ricevute, le aggressioni,
i danneggiamenti. Serve a tracciare un quadro probatorio
preciso, che può accelerare le indagini. Il mio consiglio
è infatti di rivolgersi alla polizia, senza paura,
e chiedere al questore l’ammonimento dello stalker.
Il quale viene convocato e avvertito di ciò che rischia,
a parole e con un provvedimento scritto notificato anche
alla vittima. Nel 95% dei casi è efficace, ma se
l’uomo continua nei suoi comportamenti la donna ce
lo comunica e a quel punto non deve nemmeno fare denuncia,
perché diventa reato perseguibile |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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