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LA NUOVA FRONTIERA PUBBLICITARIA, CON FIGLI DI TUTTI E
DI NESSUNO
La nuova società relativista, ora
porta l’esempio delle "famiglie allargate"
con padri e madri per lo stesso figlio. Un pieno regresso
per la nostra civiltà.
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Il
progresso trasforma il mondo. Lo cambia, lo muta, a volte
lo trasfigura. Spesso lo migliora, ma in alcuni casi, l’evoluzione
significa regresso della civiltà. Le battaglie che
Occidens, porta avanti nelle sue iniziative e soprattutto
nelle discussioni che vengono aperte sul nostro sito, si
legano a doppio filo proprio alla nostra tradizione, alla
volontà di non perdere le nostre radici culturali,
storiche e formative, a non tagliare quel sottile cordone
ombelicale che ci lega alla nostra storia che ha reso grande
la nostra civiltà. La smania di correre in avanti,
in alcuni casi offende la nostra cultura e ne mina i fondamenti,
rendendoci tutti più fragili ed attaccabili. Ora
mentre assistiamo meravigliati ma anche impauriti dall’avanzata
del progresso, sbattiamo il muso, in situazioni che ci lasciano
veramente ammutoliti. In questi giorni una campagna pubblicitaria
di una casa automobilistica europea, ci ha lasciato senza
parole. Per promuovere un auto spaziosa, il testimonial
alla guida della vettura, ci parla di bambini del primo
matrimonio da andare a prendere, bambini del secondo matrimonio
da portare a spasso, per finire con bambini di amici da
consegnare ai proprio genitori. Insomma un potpourri di
figli di uno che stanno con un altro, la cui madre è
un’altra ancora. Per concludere la pubblicità
recita testualmente: “facciamo posto a tutte le famiglie”.
E questa sarebbe l’evoluzione della specie. Questo
è il messaggio che la pubblicità della nuova
frontiera ci offre, cioè viva le famiglie promiscue,
tra padri, madri, compagni e compagne. Sinceramente abbiamo
trovato la proposta propagandistica, di pessimo gusto. Ci
siamo chiesti allora: è questo il progressismo che
ci aspetta? Dobbiamo insegnare ai nostri figli che la normalità
oggi è poter avere due o tre figure paterne ed altrettante
materne? Gli anormali di questa società sono quindi,
quei nuclei familiari (che noi cavernicoli continuiamo a
chiamare tradizionali) composti da una madre, da un padre
e dai figli? Sono queste le nuove mosche bianche del nostro
mondo? Forse si, ma noi non ci stiamo. Non vogliamo disquisire
su tematiche legate la rapporto di coppia, sui problemi
di una convivenza a volte forzata, di anime che non sono
un unico nocciolo. Di facilità nel contrarre un matrimonio
che spesso, si manifesta come una sorta di gabbia imprigionante.
Perché oggi, l’unione coniugale, non è
più considerata l’evento di una vita, ma un
momento di transizione, di passaggio, che in qualsiasi momento
può essere sciolto. Ma arrivare a fare bieca propaganda
pubblicitaria, dando per scontato e ordinario lo status
della famiglia cosiddetta “allargata”, ci pare
veramente troppo. Una condizione figlia di un pensiero liberticida,
dove tutto è relativo, dove non esistono più
valori è qualità, ma dove, soprattutto i figli,
i bambini, i più giovani, diventano le vere vittime
di questa situazione.
Facciamo nostre allora le parole del Santo Padre Benedetto
XVI, pronunciate durante un discorso rivolto ad alcuni vescovi
brasiliani in visita ‘ad limina apostolorum’
il 25 settembre: “la famiglia ha il suo fondamento
nel matrimonio e nel disegno di Dio, la convinzione diffusa
del mondo secolarizzato vive in profonda incertezza a questo
proposito, soprattutto perché le società occidentali
hanno legalizzato il divorzio. L’unico fondamento
riconosciuto – ha proseguito il Papa - sembra essere
il sentimento o la soggettività individuale, che
si esprime nella volontà di convivere. In questa
situazione si riduce il numero dei matrimoni, perché
nessuno si impegna a vivere su una premessa così
fragile e instabile, crescono le unioni di fatto e aumentano
i divorzi. Su questa debolezza si consuma il dramma di tanti
bambini privati del sostegno dei genitori, vittime del disagio
e dell’abbandono e aumenta il disordine sociale”.
E’ pensabile che un bambino, a qualsiasi latitudine,
possa vivere in pienezza e serenità, la propria infanzia
e la propria adolescenza, con due genitori separati? E altresì
pensabile che l’educazione di un figlio possa non
subire conseguenze negative, dal rapporto con i propri genitori,
separati e magari risposati o conviventi? Crediamo di no!
Dite la vostra … |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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