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LA NUOVA FRONTIERA PUBBLICITARIA, CON FIGLI DI TUTTI E
DI NESSUNO
La nuova società relativista, ora
porta l’esempio delle "famiglie allargate"
con padri e madri per lo stesso figlio. Un pieno regresso
per la nostra civiltà.
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Il
progresso trasforma il mondo. Lo cambia, lo muta, a volte
lo trasfigura. Spesso lo migliora, ma in alcuni casi,
l’evoluzione significa regresso della civiltà.
Le battaglie che Occidens, porta avanti nelle sue iniziative
e soprattutto nelle discussioni che vengono aperte sul
nostro sito, si legano a doppio filo proprio alla nostra
tradizione, alla volontà di non perdere le nostre
radici culturali, storiche e formative, a non tagliare
quel sottile cordone ombelicale che ci lega alla nostra
storia che ha reso grande la nostra civiltà. La
smania di correre in avanti, in alcuni casi offende la
nostra cultura e ne mina i fondamenti, rendendoci tutti
più fragili ed attaccabili. Ora mentre assistiamo
meravigliati ma anche impauriti dall’avanzata del
progresso, sbattiamo il muso, in situazioni che ci lasciano
veramente ammutoliti. In questi giorni una campagna pubblicitaria
di una casa automobilistica europea, ci ha lasciato senza
parole. Per promuovere un auto spaziosa, il testimonial
alla guida della vettura, ci parla di bambini del primo
matrimonio da andare a prendere, bambini del secondo matrimonio
da portare a spasso, per finire con bambini di amici da
consegnare ai proprio genitori. Insomma un potpourri di
figli di uno che stanno con un altro, la cui madre è
un’altra ancora. Per concludere la pubblicità
recita testualmente: “facciamo posto a tutte le
famiglie”. E questa sarebbe l’evoluzione della
specie. Questo è il messaggio che la pubblicità
della nuova frontiera ci offre, cioè viva le famiglie
promiscue, tra padri, madri, compagni e compagne. Sinceramente
abbiamo trovato la proposta propagandistica, di pessimo
gusto. Ci siamo chiesti allora: è questo il progressismo
che ci aspetta? Dobbiamo insegnare ai nostri figli che
la normalità oggi è poter avere due o tre
figure paterne ed altrettante materne? Gli anormali di
questa società sono quindi, quei nuclei familiari
(che noi cavernicoli continuiamo a chiamare tradizionali)
composti da una madre, da un padre e dai figli? Sono queste
le nuove mosche bianche del nostro mondo? Forse si, ma
noi non ci stiamo. Non vogliamo disquisire su tematiche
legate la rapporto di coppia, sui problemi di una convivenza
a volte forzata, di anime che non sono un unico nocciolo.
Di facilità nel contrarre un matrimonio che spesso,
si manifesta come una sorta di gabbia imprigionante. Perché
oggi, l’unione coniugale, non è più
considerata l’evento di una vita, ma un momento
di transizione, di passaggio, che in qualsiasi momento
può essere sciolto. Ma arrivare a fare bieca propaganda
pubblicitaria, dando per scontato e ordinario lo status
della famiglia cosiddetta “allargata”, ci
pare veramente troppo. Una condizione figlia di un pensiero
liberticida, dove tutto è relativo, dove non esistono
più valori è qualità, ma dove, soprattutto
i figli, i bambini, i più giovani, diventano le
vere vittime di questa situazione.
Facciamo nostre allora le parole del Santo Padre Benedetto
XVI, pronunciate durante un discorso rivolto ad alcuni
vescovi brasiliani in visita ‘ad limina apostolorum’
il 25 settembre: “la famiglia ha il suo fondamento
nel matrimonio e nel disegno di Dio, la convinzione diffusa
del mondo secolarizzato vive in profonda incertezza a
questo proposito, soprattutto perché le società
occidentali hanno legalizzato il divorzio. L’unico
fondamento riconosciuto – ha proseguito il Papa
- sembra essere il sentimento o la soggettività
individuale, che si esprime nella volontà di convivere.
In questa situazione si riduce il numero dei matrimoni,
perché nessuno si impegna a vivere su una premessa
così fragile e instabile, crescono le unioni di
fatto e aumentano i divorzi. Su questa debolezza si consuma
il dramma di tanti bambini privati del sostegno dei genitori,
vittime del disagio e dell’abbandono e aumenta il
disordine sociale”.
E’ pensabile che un bambino, a qualsiasi latitudine,
possa vivere in pienezza e serenità, la propria
infanzia e la propria adolescenza, con due genitori separati?
E altresì pensabile che l’educazione di un
figlio possa non subire conseguenze negative, dal rapporto
con i propri genitori, separati e magari risposati o conviventi?
Crediamo di no!
Dite la vostra … |
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| COMMENTI |
14-10-2009
• MATTEO PENSA
Sono un separato forzato. Utilizzo questo termine
perchè la scelta del divorzio mi è caduta
sulle spalle come un macigno. Non avrei mai pensato che
mia mioglie (ormai ex) potesse arrivare a questo punto.
Mi ha lasciato. Ora vive con un altro. Ho fatto di tutto
per impedire questa che io considero una tragedia. Non ci
sono riuscito. Il dado per mia moglie era tratto. Abbiamo
un figlio e sto facendo uno sforzo immane per cercare di
far vivere a questo bambino (oggi ha 9 anni) una vita più
possibile normale. Non so se ci riesco. Anche mia moglia,
riconosco, sta cercando di far ricadere il meno possibbile
questa situazione su nostro figlio. Nonostante la vita di
coppia che conduce con altro uomo. Il bambino, per scelta
di entrambi, vive con me. E' meglio così. Io abito
con mia madre, vedova, mia moglie conduce la sua vita di
coppia e vede spesso il bambino. Vorrei che la gente non
giudicasse a priori i separati o i divorziati. Esistono
casi e casi. Io non credo che mi risposerò mai. Non
ho alcuna intenzione di trovare un'altra compagna. La delusione
è stata immensa e devastante. Anch'io ho visto (e
disapprovo) la pubblicità a cui fate riferimento.
Ho sempre sognato e sostenuto il valore della famiglia.
Non sono riuscito ad averla come avrei voluto. Per colpa
mia ... per colpa di altri ... non lo so. Per favore non
giudicateci e aiutateci, soprattutto coloro che, come me,
si sono visti cadere il mondo addosso senza volerlo. Grazie
per ciò che fate e scrivete.
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14-10-2009
• GIULIANA
Cari miei. Questo è il mondo che ci ritroviamo
e nel quale qualcuno riesce ancora a sguazzare con indifferenza.
C'è forse da meravigliarsi. Io non ce l'ho con la
Renault, che ha fatto questo tipo di pubblicità E'
la legge del mercato. E' marketing. Si propone e si presenta
ciò che la gente vuole. Questa è la situazione
purtroppo. Personalmente, un'azienza che propone un prodotto
attraverso una propaganda simile, per me può chiudere
immediatamente. Ma probabilemnte a qualcuno piace così.
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11-11-2009
• ALFONSO FARRUGGIO
Ecco il perche' della crescita smisurata delle
famiglie cosidette allargate, la nostra societa' va verso
la discriminazione maschile. Discriminazione nei diritti
coniugali Il marito è sempre e comunque colpevole
in ogni situazione Se il marito non fa il marito può
essere condannato al risarcimento dei danni La moglie è
sempre tutelata anche in caso di tradimento Cassazione:
la moglie fa le corna al marito? Lui deve essere 'solidale'
Dire che la moglie non è fedele, in presenza di altre
persone, è reato di diffamazione. Cassazione, reato
filmare moglie a letto con l'amante Ma se a tradire è
il marito allora lui è un mostro Marito tradisce?
Alla moglie va risarcito il danno esistenziale Il rapporto
sessuale se chiesto dal marito non è un diritto:
Cassazione, il marito non ha diritto all'amplesso: 5 anni
di reclusione Ma se a chiederlo è la moglie allora
è un dovere Cassazione, condannato il marito che
non fa sesso con la moglie Risarcita la moglie che non sapeva
dell'impotenza del marito Perfino l'orgasmo è un
diritto della donna Donna contro il marito: mai orgasmi
Il marito è un bankomat da cui attingere sempre e
comunque Cassazione, moglie separata ha diritto al risarcimento
dei danni per la morte dell’ex marito Il matrimonio
è un business per la donna, una nuova professione
Moglie da record: 68 anni e 23 matrimoni Discriminazione
nei diritti riproduttivi Paghi e non sei più padre
Costante provocazione sessuale sottopone i maschi ad un
continuo ricatto ormonale se raccolta diviene reato se viene
vietata impedisce la “realizzazione” e lede
i diritti della donna se viene permessa trasforma la donna
in “donna-oggetto” sopraffazioni_delle_donne
Gli enormi privilegi dell'essere donna Nelle convenzioni
sociali Nel mondo del lavoro Nella politica Nel mondo della
scuola Nei finanziamenti con fondi pubblici Nella procreazione
Nei comportamenti e nei diritti sessuali Nella condotta
coniugale (o di coppia) Nel rapporto con i figli In caso
di separazione o divorzio Davanti alla legge e ai diritti
primari Nel trattamento fiscale Nel settore commerciale
dei beni e dei servizi Nell'esercito Gli enormi privilegi
dell'essere donna Chiunque osservi cosa succede nel mondo,
potrà rendersi conto che oggi la donna è di
gran lunga vincitrice nel mondo occidentale. E per ottenere
questo risultato occorre che l'uomo sia sconfitto e discriminato.
Sissignore, discriminato, se andiamo ad osservare bene cosa
succede nella nostra società. Possiamo elencare un
piccolo ma significativo elenco di privilegi femminili e
di discriminazioni antimaschili che ci permettono di capire
veramente come stanno le cose. La lista è striminzita
ed ogni volta che la rileggo mi vengono immediatamente da
aggiungere nuove voci. Ma nella sua incompleta essenzialità
fa, tuttavia, riflettere. Se non credete a quello che dico
qui, allora andate a vedere la mia antologia della discriminazione
antimaschile dove ho raccolto articoli di giornale che,
in gran parte, riportano sentenze giudiziarie. Nelle convenzioni
sociali In linea generale possiamo affermare che le donne
vengono sempre e aprioristicamente viste come vittime e
gli uomini oppressori. Tutte le volte che leggiamo gli elenchi
di sfruttati dal potere troviamo la solita litania: operai,
impiegati e donne. Le donne, quindi, sono sempre sfruttate
e quindi sempre parte debole (quando fa comodo, ovviamente,
visto che il femminismo ha sempre propagandato l'assoluta
superiorità e forza femminile), gli uomini possono
essere parte deboli solo in certi particolari casi ben circostanziati.
Altrimenti l'uomo è sempre oppressore. Un uomo che
non guadagna è chiamato mantenuto. Una donna che
non guadagna è chiamata casalinga e gode di ogni
sorta di riconoscimenti, fino alle proposte di tutele sindacali
e pensionistiche per il lavoro svolto. È risaputo
che una casalinga svolge un effettivo lavoro domestico,
ma anche un uomo molto spesso lo svolge pur non venendo
mai riconosciuta, per principio, la sua fatica, soprattutto
se è la donna a guadagnare. Un uomo che alleva la
prole è spesso spregiativamente chiamato mammo;,
per indicare che il padre che fa il padre non può
esistere come essere a se stante, al massimo scimmiotta
la madre. Quando un uomo ha un ruolo sociale (es. presidente,
ambasciatore) la donna che lo accompagna ha un identico
ruolo e un pari titolo (presidentessa, ambasciatrice), il
contrario non esiste. Che titolo ha marito della presidentessa?
Boh. In tutte le situazioni di emergenza si salvano sempre
prima le donne e poi i bambini. La vita del maschio ha un
valore inferiore. Tra i sopravvissuti del Titanic, solo
per fare un esempio famoso, non ci furono quasi maschi adulti:
questo per significare che non si tratta solo di un modo
di dire. Quando si ha notizia di una sciagura, viene sempre
detto: “La sciagura xxx nel paese xxx ha causato xxx
morti, di cui xxx donne e bambini.” Perché
questa precisazione? I morti, le vite umane non hanno lo
stesso valore? No, non ce l'hanno affatto! Ecco perché
bisogna sempre precisare puntigliosamente. Bisogna fare
capire quanti morti di serie A e quanti di serie B ci sono
stati. È comune vedere che quando in guerra si fanno
i bilanci dei caduti si inorridisce di fronte alle vittime
civili e si trattano con sufficienza quelle militari, come
se la vita umana, purché di sesso maschile, non abbia
uguale valore. I caduti in guerra non contano, sono solo
sporchi maschilisti guerrafondai (cito fedelmente una celebre
definizione femminista) non rendendosi conto che in ogni
epoca e in ogni civiltà gli uomini hanno sempre cercato
di proteggere la vita delle donne rischiando la propria
fino al sacrificio. Viene sempre ripetuta, anche questa
come un rosario, la storia che i maschi siano studenti dal
rendimento scolastico assai inferiore a quello delle femmine.
Se si guarda la composizione del corpo insegnante, citata
in precedenza, ci si rende conto di come stiano effettivamente
le cose. La scuola è totalmente femminile a livello
di docenti, e ci vuole poco ad intuire che le modalità
didattiche e quelle di valutazione sono tutte progettate
specificamente per la mentalità femminile. Se così
non fosse, e se si trattasse di una differenza di intelligenza
tra uomini e donne, dovremmo riscontrarla anche dopo, nel
mondo del lavoro, ma proprio in questo campo i rapporti
spesso si invertono: nelle professioni creative, inventive,
intraprendenti gli uomini primeggiano e mostrano che l'intelligenza
maschile non è inferiore a quella femminile, ma semplicemente
diversa. Ma in questo caso il mondo femminista tira fuori
al proposito la teoria complottista che i maschi possono
primeggiare solo perché la società è
maschilista e svantaggia le donne. Tutte le volte che un
uomo si lamenta per un'ingiustizia subita è un perdente.
Tutte le volte che una donna si lamenta per un'ingiustizia
subita è una vincente. Basta vedere cosa succede
quando le madri vanno a protestare, incatenarsi sulle piazze,
ecc. Televisioni, articoli di giornali, dibattiti televisivi,
interviste a profusione. Centinaia di uomini fanno queste
stesse cose ogni giorno, ma non meritano mai nemmeno un
trafiletto nelle ultime pagine. Inoltre, voglio fare un
piccolo specchietto delle disparità di considerazione
sociale tra uomo e donna a parità di comportamento:
Azione: Se a farla è un uomo: Se a farla è
una donna: Tradire il partner con un altro È un sudicio
frequentatore di puttane È colpa di lui che è
sempre insensibile ai di lei bisogni Essere traditi dal
partner È un cornuto È una vittima Abbandonare
il coniuge Gli va addebitata la colpa perché va con
una donna più giovane [o altre motivazioni varie]
È colpa sua perché è pantofolaio, noioso,
insensibile … Picchiare il partner (o procurargli
comunque aggressioni o lesioni fisiche) È violento
Si difende dalla violenza di lui, anche se questa fosse
solo psicologica Pretendere un rapporto sessuale con il
proprio partner È uno stupratore oppure un sessuomane
violento È una donna libra da pregiudizi che sa esprimere
i propri desideri Non aver voglia di un rapporto sessuale
con il proprio partner Viene meno ai doveri coniugali, è
indifferente e poco maschio È lui che non la sa prendere
- è comunque un suo diritto non accontentarlo - e
così via all'infinito Dormire con una persona dello
stesso sesso È un omosessuale È tutto normale,
non c'è niente da ridire Decidere di fare dei lavori
che tradizionalmente spettano all'altro sesso È un
finocchio È una pioniera P. S. Questo specchietto
potrebbe essere un gustoso specchietto di costume, ma, purtroppo,
è il risultato di aver incrociato delle sentenze
di Tribunali italiani, in massima parte della Cassazione.
La mia incompleta antologia della discriminazione antimaschile
può servire a testimonianza indice - Torna in cima
Nel mondo del lavoro Il D.lg. 196 del 18/7/2000, entrato
in vigore alla fine del 2000, prevede che che nell'amministrazione
pubblica, qualora venga promosso un uomo, il dirigente che
ha assegnato la promozione deve produrre una memoria giustificativa.
Se viene promossa una donna, invece, è esentato dal
farlo. Un bando di assunzione non può discriminare
le donne, ma lo può fare tranquillamente con gli
uomini. Infatti vediamo quotidianamente bandi in cui si
assumono maestre, educatrici, cameriere, hostess, ecc. rigorosamente
donne, ma se capitasse la stessa cosa per gli uomini sarebbe
reato. Tra le cose più interessanti è la nuova
pratica sanzionatoria: Supermulte a chi non promuove le
donne, l'articolo illustra anche l'inasprimento delle pene
carcerarie, non solo le multe. E per chi non promuove i
maschi che meritano? Non esiste nemmeno una traccia di regolamento.
Le donne vanno in pensione cinque anni prima degli uomini,
anche se la loro vita media è di cinque annni più
lunga: non esiste nessun motivo realmente valido per questo
trattamento, se non di creare un privilegio femminile. Questo
ingiusto e assurdo privilegio sessista è stato condannato
pure dalla Corte Europea. Tuttavia, come una recente sentenza
sempre della corte di giustizia europea conferma, un uomo
che cambia di sesso ha diritto ad andare in pensione alla
stessa età delle donne. Esistono ovunque le commissioni
per le "pari opportunità" che operano esclusivamente
al femminile, escludendo completamente i maschi dalla possibilità
di essere soggetti di eguale diritto. Per l'assunzione di
donne esistono speciali benefici fiscali (Legge 215- 1992),
nonché contributi economici per sportelli e associazioni
femminili. Questo significa che una parte del denaro pubblico,
invece che per il bene del paese, è impiegato affinché
una parte dei cittadini possa avare più diritti rispetto
alla restante parte. Nei contratti di lavoro le donne sono
esentate dal lavoro notturno, come da ogni lavoro pericoloso,
rischioso o usurante, e questo spiega perché il 95%
dei morti sul lavoro sono maschi. I lavori pericolosi, rischiosi
o usuranti, invece, sono solo maschili. Nelle miniere, negli
altiforni, negli impianti chimici, nei cantieri con impalcature
e in tutte le altre professioni rischiose ci sono solo uomini.
O meglio: ci sono pure le donne, ma queste ultime solo in
posizioni dirigenziali, a comandare da una comoda poltrona
e a coordinare le fatiche dei maschi che rischiano la pelle
e la salute. Gli incidenti sul lavoro, guarda caso, sono
pressoché solo maschili. Sono sempre in aumento le
denunce di molestie sessuali ricevute da donne sul lavoro
al solo scopo di ricatto per fare carriera. Esistono dei
settori lavorativi in cui l'accesso ad un maschio sarebbe
praticamente impossibile, come per esempio negli asili nido,
ed altri settori dove la presenza maschile è irrilevante,
come in alcuni settori dell'istruzione. Se in qualche rarissimo
ambiente lavorativo le donne sono appena in minoranza, assistiamo
a una continuazione inchieste giudiziarie, parlamentari
e giornalistiche, con nevicate di proposte di legge atte
a riequilibrare la situazione. Anche per quanto riguarda
il congedo parentale la situazione è diversa tra
uomini e donne. Questo diritto, previsto dalla legge 53/2000,
non vale per per i poliziotti padri (ma vale perfettamente
per le poliziotte madri). Per giurisprudenza costante, suffragata
da continue sentenze della Cassazione, quando una donna
è senza lavoro è perché non lo trova.
Questo significa che deve essere mantenuta. Ma se un uomo
è senza lavoro è perché non lo cerca.
E' quindi uno sciagurato che deve essere punito, anche con
la prigione, del suo parassitismo nei confronti della società.
indice - Torna in cima Nella politica Le donne, avendo una
vita media superiore agli uomini, sono molto più
numerose. Pertanto privilegiare il pubblico femminile e
favorire con iniziative politiche e leggi il sesso femminile,
è la migliore delle politiche per far salire il consenso.
Questa stessa cosa accade anche a livello televisivo, informativo
e giornalistico: le donne sono più numerose e quindi
anche tutta la programmazione e l'orientamento politico
e sociale privilegia sempre e comunque le donne e il loro
gusti. Si fa un gran dire che le donne, percentualmente
numerosissime nella società, sono poco rappresentate
in parlamento e nella politica in genere, e questa rappresenta
una delle più viete nenie del repertorio femminista.
Il problema è che poche donne vogliono fare politica,
e sarebbe anche ora di rispettare tale libertà di
scelta. Quando qualcuna accetta di buttarsi nell'agone si
trova di fronte a porte spalancate, visto che è estremamente
vantaggioso per qualsiasi partito politico mostrare di avere
il maggior numero di donne possibili. Pertanto le possibilità
che una donna ha entrando in politica sono, proporzionalmente
alle proprie capacità, molto superiori a quelle di
un uomo. Un esempio per tutti: Irene Pivetti che è
stata presidente della Camera (la terza carica dello Stato)
a soli 31 anni. Non aveva esperienza né politica
né parlamentare, numerose persone di grande capacità,
prestigio ed esperienza furono scavalcate dalla sua nomina,
ma aveva il pregio di essere donna e questo pregio era propagandisticamente
molto superiore a qualsiasi altra qualità. E a soli
31 anni per un uomo è impossibile diventare anche
solo parlamentare. Sappiamo benissimo che la Pivetti non
è mai stata una cima in nessun campo e che al momento
della nomina aveva un curriculum politico e perfino professionale
di gran lunga inferiore a quasi qualsiasi altro collega
del parlamento. Se andiamo a guardare la situazione delle
donne in politica, troviamo un sacco di giovanissime che
assurgono ai massimi vertici, saltando per meriti sessuali
la gavetta e l'esperienza. A partire dalla celeberrima pornostar
Ilona Staller, per la quale vorrei proprio sapere quali
qualità abbia mai avuto per potere sedere alla Camera.
Se ci limitiamo a contare i seggi femminili in parlamento
vediamo che non sono molti, ma se vediamo la carriera che
fanno le donne vediamo una progressione assolutamente impensabile
per i colleghi uomini, i quali si debbono fare il celebre
mazzo per ottenere ciò che a una donna è offerto
su un piatto d'argento. Il governo norvegese ha già
dichiarato che le aziende private che non hanno una quota
minima del 40% di donne nel consiglio di amministrazione
verranno chiuse. Le aziende avranno tempo massimo due anni
per conformarsi alle disposizioni. Alla faccia della liberà
di amministrazione, del libero mercato. Immaginiamoci una
piccola società costituita da tre fratelli maschi,
mettiamo un bar: dovranno assumere a tutti i costi due femmine
(con una sola non si arriva al40%) solo e unicamente per
farle sedere nel consiglio. Tre maschi che lavorano debbono
mantenere due femmine che passano solo a incassare la rendita
di … appartenenza al genere femminile. Che differenza
c'è tra questo tipo di trattamento ed il “pizzo”
mafioso? A proposito: una legge del genere è già
stata presentata al parlamento italiano. Nel settembre 2009
il TAR ha azzerato la giunta provinciale di Taranto per
la mancanza di donne all'interno. E altre 1600 giunte sono
a rischi di scioglimento per lo stesso motivo. Ma se in
una giunta ci fossero solo donne e nessun maschio? Allora
la cosa sarebbe regolare. La legge prevede che è
irregolare solo la mancanza di donne, se la mancanza è
di uomini allora tutto è a posto. Anzi: quando una
giunta, una commissione, un organo istituzionale è
composto da sole donne finisce in prima pagina negli elogi,
come se si trattasse di una grande conquista di civiltà.
indice - Torna in cima Nel mondo della scuola La scuola
italiana, è un monopolio femminile. Ed essendo tale
è tutta basata su di un'educazione a misura di donna,
che avvantaggia le capacità naturali della donna
e svantaggia quelle del maschio. Non è un caso che
le donne abbiano rendimenti scolastici molto superiori ai
maschi, pur se nel settore lavorativo le cose si invertono.
Riporto qui sotto le statistiche dei rapporti uomini - donne
nella Pubblica Istruzione - I dati sono del 2002 e la fonte
è il MIUR: Scuola dell'infanzia Scuola Elementare
Scuola Secondaria di I grado Scuola Secondaria di II grado
Numero Insegnanti 83626 252266 176358 234905 Femmine >
99% >95% 75% 59% Maschi < 1% <5% 25% 41% Cominciano
a comparire sempre più spesso, presso numerosi atenei
italiani, dei corsi riservati ad allieve di sesso femminile.
Se ci fosse anche un solo corso per soli maschi non solo
sarebbe un reato, ma il rettore dovrebbe dimettersi entro
24 ore. Molte borse di studio ed altri incentivi allo studio
sono riservati all'utenza femminile. Vorrei sapere in che
cosa le donne siano svantaggiate nel mondo dello studio,
che oggi è quasi completamente femminile, tanto da
doverle incentivare. Ma tant'è. indice - Torna in
cima Nei finanziamenti con fondi pubblici Regolarmente vengono
banditi centinaia di corsi di qualificazione professionale
per sole donne. Che questo sia una discriminazione sessuale
non viene in mente a nessuno. Bandire corsi analoghi per
soli uomini, invece, sarebbe reato. Ogni giorno leggiamo
che con fondi europei, o italiani o regionali o comunali
vengono svolte attività per sole donne. Anche in
tal caso la Costituzione va a farsi benedire, ma se si tratta
di assecondare le donne, cioè la maggioranza dell'elettorato,
è sempre giusto e corretto. In Italia esistono diverse
leggi regionali per finanziamenti a fondo perduto (cioè
i soldi vengono regalati dallo Stato) a sostegno dell'imprenditoria
femminile. Questo, oltre che violare la costituzione, è
anche una forma di protezionismo sessista: se venissero
finanziati con fondi perduti imprenditori con particolari
caratteristiche personali (razza, religione, colore degli
occhi) rischieremmo la guerra civile, se la discriminazione
avviene in base al sesso (ovviamente femminile) questo è
perfettamente corretto. Tutto questo significa che una donna,
nel mondo del lavoro, ha comunque più possibilità
di un uomo, avendo a suo favore leggi protezionistiche a
senso unico. Come si osserverà anche per la politica,
il fatto che in certi ambiti professionali e geografici
le donne lavoratrici siano meno degli uomini, non vuole
affatto dire che ci sia discriminazione nei loro confronti,
ma semplicemente che, nella loro assoluta libertà
di decidere cosa fare della propria vita, queste hanno deciso
di fare altre professioni più consone ai propri desideri.
In tutta Italia esistono i cosiddetti sportelli rosa, ovvero
degli sportelli che offrono informazioni, servizi e corsi
di orientamento, formazione, perfezionamento e aggiornamento
professionale ma si rivolgono esclusivamente ai cittadini
di sesso femminile. Anche nell'aiuto a trovare lavoro la
donna ha più diritti. indice - Torna in cima Nella
procreazione Anche se il processo per arrivare alla fecondazione
di un ovulo richiede necessariamente un maschio e una femmina,
per quanto riguarda l'interruzione di gravidanza (aborto)
la decisione è monopolio femminile. Il maschio non
viene neppure ascoltato, secondo quello che sancisce la
famosa legge sull'aborto. Nella fecondazione artificiale
e in tutte le varie problematiche bioetiche nate dall'arrivo
di nuove tecnologie, viene tenuto conto il solo diritto
della donna ad avere figli, e non per esempio, il diritto
dei figli ad avere entrambi i genitori. Il padre è
sempre un optional, nell'occidente. La legge sulla fecondazione,
approvata in Italia, è leggermente differente da
quelle degli altri paesi grazie all'enorme peso dei cattolici
(che, per fortuna, hanno previsto in qualche modo l'esistenza
della figura paterna), ma le polemiche sono e sono state
ferocissime, tanto che tutti i commentatori hanno dichiarato
che il paese si è spaccato. Teniamo conto che i figli
della fecondazione eterologa non sanno chi è il loro
padre e in Svezia, primo paese al mondo ad introdurre la
fecondazione eterologa, tale pratica è stata in seguito
vietata per i danni psicologici che causava ai figli, che
cercavano per tutta la vita il proprio padre naturale (rivolgendosi
perfino ad agenzie investigative) e che soffrivano di traumi
da assenza del padre. Ogniqualvolta abbiamo a che fare con
i nuovi prodigi della ginecologia, in cui una mamma può
partorire a 60 anni e più senza fare uso di un maschio,
sentiamo sempre parlare unicamente del diritto alla maternità
della donna, mai al diritto del figlio ad avere una mamma
(invece che una nonna) e possibilmente un papà. È
chiaro che nella trinità padre - madre - figlio,
nell'occidente contemporaneo solo la madre ha diritti, mentre
le altre due persone ne sono totalmente esautorate. Se qualcuno
vuole leggere qualcosa di allucinante riguardo al tema della
totale assenza di diritti riproduttivi maschili a fronte
dell'esclusività femminile a tali diritti, consiglio
questo articolo dell'Avv. Fiorin che è particolarmente
illuminante, oltre che perfettamente documentato. Il test
del DNA può essere imposto a qualsiasi maschio con
grande facilità, mentre è impossibile imporlo
a una donna se lei non vuole. Perfino in un procedimento
giudiziario, dove pretenderlo dai maschi è vieta
consuetudine, se un giudice provasse a chiederlo a una femmina
ci sarebbe l'intervento perfino del Parlamento Europeo.
E' successo in Svezia (ma presto succederà ovunque)
che un maschio che ha donato lo sperma per la fecondazione
artificiale di una donna lesbica che viveva in coppia con
un'altra, si sia trovato obbligato dal giudice a dovere
mantenerle entrambe. I contratti di donazione dello sperma
prevedono la non responsabilità del donatore e l'anonimato
dello stesso, ma visto che i diritti delle donne prevaricano
qualunque altro diritto esistente, tali contratti di diritto
privato vengono facilmente annullati. indice - Torna in
cima Nei comportamenti e nei diritti sessuali Se una donna
è mercenaria non commette reato, è comunque
considerabile una buona madre e avrà comunque l'affidamento
dei figli in ogni situazione di contenzioso. Se un uomo
frequenta delle donne mercenarie è un depravato libidinoso,
e quindi sarà considerato un cattivo padre, inaffidabile,
e sarà privato comunque dei suoi figli in qualsiasi
situazione di contenzioso. Se una donna accusa un uomo di
abuso sessuale, si dà per scontato che qualcosa di
vero c'è sempre. L'uomo viene immediatamente allontanato
dai figli, spesso viene condotto in carcerazione preventiva
e l'onere della dimostrazione della sua innocenza sarà
a suo carico. Invertendo i principi fondati su migliaia
di anni di diritto che hanno sempre stabilito che l'onere
della prova è di chi accusa. Se un uomo accusa una
donna di abuso sessuale è semplicemente un bugiardo
e quindi viene subito ed automaticamente denunciato per
calunnia. Tutto il mondo inorridisce di fronte all'infibulazione
femminile. Tuttavia non viene mai citata nemmeno di straforo
la circoncisione maschile che, oltre ad essere praticata
da tutte le società che praticano l'infibulazione,
è obbligatoria pure nell'ebraismo e nell'Islam e
viene praticata su di una scala enormemente maggiore (l'infibulazione
femminile riguarda solo poche nazioni africane). Eppure
trattasi sempre di una mutilazione dei genitali dei bambini
a scopo rituale e ogni anno, a causa delle precarie condizioni
igieniche con cui viene praticata in molti paesi, muoiono
di infezione o di emorragia numerosissimi bambini maschi.
Non solo: la proposta di una infibulazione solo simbolica
(come limitazione del danno per evitare che alcune immigrate
venissero infibulate secondo le loro barbare usanze rituali)
studiata da alcuni medici toscani ha scatenato un putiferio
spaventoso, perché il corpo della donna è
sempre e comunque sacro e inviolabile; la circoncisione
maschile, invece, è praticata comunemente negli ambulatori
delle ASL (gli interventi di circoncisione si prenotano
come qualsiasi altra prestazione medica e sono pubblicizzati
perfino sui siti internet delle aziende sanitarie), in quanto
il corpo maschile può essere mutilato senza problemi
etici di nessun tipo. Al proposito è possibile leggersi
sia un importante intervento di Massimiliano Fiorin, sia
il parere del Comitato Nazionale di Bioetica che sancisce
come illecita la mutilazione rituale del corpo nella donna
e lecita nell'uomo. Nella condotta coniugale (o di coppia)
Se una donna tradisce il suo uomo lo fa perché è
libera e quindi esercita i propri diritti di libertà.
Il celebre motto femminista “io sono mia” è
sempre stato sbandierato per legittimare qualsiasi situazione
come questa. Ma se un uomo tradisce la sua donna è
un disgraziato puttaniere, traditore e inaffidabile. E in
caso di separazione potrà essere certo dell'addebito
di colpa per adulterio. Invito a consultare la mia antologia
della discriminazione antimaschile per potersi documentare
al riguardo. indice - Torna in cima Nel rapporto con i figli
Se una donna non riconosce un figlio esercita un suo sacrosanto
diritto, e quindi se in seguito ci ripensa può riprendersi
il figlio con procedure accelerate che possono essere perfino
inferiori ai trenta giorni. Ma se un uomo non riconosce
un figlio è il solito delinquente disgraziato, pertanto
perde definitivamente tutti i suoi diritti, e, qualora ci
ripensi, dovrà affrontare procedimenti giudiziari
che dureranno anni e anni. Inoltre il diritto di un uomo
di non riconoscere un figlio non è sempre garantito:
il riconoscimento può essere costretto per via giudiziaria
(con la prova del DNA) se si tratta di pagare alimenti e
mantenimento. Ma il diritto della donna a disconoscere un
figlio è tutelato come poche cose al mondo. Ho conosciuto
personalmente delle persone che hanno fatto cose inenarrabili
per scoprire chi era la loro madre e non ci sono mai riusciti.
Im Gran Bretagna, alla sola dichiarazione di una donna che
un determinato uomo è padre del proprio bambino,
quest'ultimo deve immediatamente corrispondere gli alimenti
(e gli arretrati se la dichiarazione avviene parecchio dopo
la nascita). In seguito l'uomo ha diritto a fare l'esame
del DNA, per verificare se la paternità è
effettivamente sua. Generalmente un sesto degli esami riconosce
che il padre non è quello indicato dalla donna. Ma,
badate bene, in tal caso lei non restituirà nulla:
il risarcimento all'uomo verrà offerto dallo stato,
a carico del contribuente. Farsi mettere incinta da uno
sconosciuto e attribuire la paternità ad un uomo
ricco (tanto i soldi non verranno più restituiti
anche quando il fatto verrà sconfessato) sta diventando
un affare lucrosissimo per le donne inglesi. Insomma, la
parola della donna fa legge, quella dell'uomo non viene
neanche ascoltata. Se una donna abbandona i propri figli
significa che è una povera donna disperata, e quindi
occorre aiutarla in ogni modo a riprenderli, con il prodigarsi
di tutte le strutture sociali presenti sul territorio. Ma
se ad abbondanare i propri figli è un uomo va denunciato,
e qualora costui un giorno voglia recuperare questi affetti
a seguito di una crescita interiore o di un ravvedimento
troverà ogni ostacolo davanti a lui, nel superiore
interesse della prole. Chi è maschio e padre non
ha le stesse agevolazioni finanziarie, detrazioni, provvidenze
di chi è femmina e madre. Sembra impossibile ma è
proprio così. Andate a leggere le storie di chi è
padre separato con figlio in affidamento e scopre che sovvenzioni,
aiuti ed assistenza sono esclusivamente per le donne. indice
- Torna in cima In caso di separazione o divorzio Tutti
i dati di fatto dimostrano inequivocabilmente che la separazione
non è la scissione di una coppia, ma è l'espulsione
del maschio dal contesto domestico. L'uomo ovviamente perde
tutto. La donna non perde niente, né i soldi, né
i figli, né la casa, anzi: si gode tutto quello che
aveva prima in esclusiva, come vedremo meglio in seguito.
L'uomo separato deve mantenere la donna in maniera che essa
possa mantenere lo stesso tenore di vita che teneva prima
della separazione. Quando questa andrà in pensione,
l'assegno di mantenimento dovrà essere rivalutato
per far fronte alle sue minori entrate. Anche i figli hanno
il diritto al mantenimento dello stesso tenore di vita.
L'unico che non ha alcun diritto è l'uomo che si
accolla il 100% dei costi materiali della separazione. Sarà
forse per questo che la quasi totalità delle separazioni
sono chieste da donne? Quando due coniugi si separano, la
casa coniugale viene assegnata alla donna e l'uomo deve
cercarsi un altro alloggio a sue spese. Se per la casa coniugale
paga un mutuo, dovrà continuare a pagare tale mutuo,
in aggiunta ai costi per procurarsi un alloggio proprio,
pur non godendo del bene. Con i costi delle case che ci
sono oggi nelle grandi città, un maschio con redditi
da impiegato che si separa è condannato a rimanere
senza casa (o ospite eterno dei propri genitori, se li ha
ancora), mentre la donna che si separa aumenta la propria
disponibilità economica aggiungendo, all'assegno
di mantenimento, perfino un alloggio in comodato gratuito.
Le nostre città vedono ogni anno aumentare il numero
di barboni, i cosiddetti clochard. Ebbene, la categoria
sociale che confluisce sempre di più verso il diventare
barbone è proprio quella dei padri separati. In caso
di separazione i figli sono sempre e comunque assegnati
alla madre. Se questa è, puta caso, una delinquente
condannata e il padre una persona onesta, i figli verranno
allevati comunque dalla madre, ma in reparti speciali nelle
carceri. Oppure la madre avrà gli arresti domiciliari
per maternità. L'affidamento al padre non è
concepibile. L'unico caso di affido al padre avviene quando
la madre rifiuta i figli. E basta! I diritti della madre
hanno la completa sopraffazione anche sui figli: la psicologia
mondiale insiste nell'importanza che ogni bambino abbia
entrambi le figure genitoriali. Ma il diritto di ogni bambino
ad avere anche un padre non è mai preso in considerazione.
Ogni processo di separazione è, differentemente da
ogni altro tipo di contenzioso giudiziario, una squallida
commedia il cui copione è già scritto. La
donna vince e l'uomo perde. Sempre così. Sarà
forse questo un altro ottimo motivo per spiegare il fatto
che la quasi totalità delle separazioni sono chieste
da donne? La sete di vendetta della donna in caso di separazione
è terrificante: moltissime cause di separazione cominciano
con denunce di molestie sessuali nei confronti della moglie
o, peggio, nei confronti dei figli, per potere annientare
l'odiato nemico uomo. Ovviamente la donna viene presa dalla
legge sempre come parte debole e quindi ha aprioristicamente
maggiori diritti e maggiore credibilità giudiziale
dell'uomo che è spesso impossibilitato a difendersi.
Ricordate la barzelletta della Barbie divorziata? Un uomo
entra in un negozio di giocattoli e trova tanti modelli
di Barbie che hanno tutti lo stesso prezzo, tuttavia esiste
un modello, la Barbie divorziata che costa dieci volte tanto.
Gli viene spiegato il perché: Barbie divorziata ha
la casa, la macchina, il camper … di Ken. Questa barzelletta
riflette benissimo la situazione e fa riflettere meglio
di una statistica. Negli Stati Uniti il divorzio comincia
a diventare una professione: una donna con tre divorzi alle
spalle ha casa e tre assegni di mantenimento, che le permettono
di vivere agiatamente senza lavorare. Possiamo definire
il divorzio, nelle società cosiddette avanzate, un
vero e proprio lucro per la donna. Un uomo con tre divorzi
alle spalle ha tre assegni mensili da pagare che lo strangolano.
La cinematografia, che rispecchia abbastanza fedelmente
la società a cui si rivolge, è sempre più
ricca di esempi di storie di divorzio da uomini ricchi visto
come affare lucroso. La separazione giudiziale (e il suo
relativo addebito di colpa) è un ennesimo trionfo
dell'ipocrisia: è basata sul concetto che uno ha
sempre tutte le colpe (il maschio) e l'altra è la
purezza assoluta della santità. Qualsiasi persona
anche di poco intelletto sa benissimo che per litigare bisogna
essere in due, e che, pertanto, anche la responsabilità
di un fallimento matrimoniale non potrà che essere
condivisa, tuttavia, quando abbiamo a che fare con le separazioni
in tribunale, le colpe debbono essere tutte di uno e i meriti
tutto dell'altro. E i ruoli sono già prestabiliti
prima di cominciare ad esaminare la situazione concreta.
Negli Stati Uniti siamo arrivati all'assurdo che un padre
separato che corra incontro ai suoi figli, incontrandoli
casualmente per la strada, al di fuori degli orari concordati,
può essere arrestato per mancata osservanza delle
sentenze del giudice. Quel padre di Marina di Altidona (AP)
che nel 2003 balzò agli onori della cronaca per aver
salvato la figlioletta dalla madre assassina che cercava
di ucciderla è stato privato della genitorialità
e sua figlia è stata data in affido dal Tribunale
dei Minori. C'è ancora qualcuno che possa ragionevolmente
sostenere che un padre è un essere umano che ha dei
diritti? L'ex moglie, in caso di separazione ha un numero
enorme di diritti economici perfino a livello pensionistico.
Quando l'ex marito va in pensione, lei ha diritto al 40%
del TFR (calcolato sull'indennità totale riferibile
agli anni in cui il rapporto di lavoro è concorso
con il matrimonio). Quando, invece, va in pensione lei,
ha diritto ad un'integrazione dell'assegno di mantenimento
che deve compensare le sue minori entrate. indice - Torna
in cima Davanti alla legge e ai diritti primari Giunge dalla
Svezia una notizia raccapricciante e perversa: si fa pagare
ai maschi appena nati la tassa per essere nati maschi, ovvero
la cauzione per i futuri danni arrecati alla comunità.
Questo implica che un maschio è a priori un danno
per la collettività. Questa è la porta aperta
verso il nuovo nazismo femminista, o, come viene oggi chiamato,
verso il nazifemminismo. Questa tassa non è una pura
bizzarria della Svezia: l'introduzione di un balzello analogo
è stata presentata anche al parlamento spagnolo.
È stata presentata in tre paesi dell'Unione Europea
(Germania, Austria e Italia) una proposta di legge per consentire
ai figli minorenni di votare. Tuttavia, la proposta sancisce
che debbono essere le madri a farlo per loro, in quanto,
secondo gli estensori della proposta (in Italia sono le
ACLI), i pargoli sono in grado sì di esprimere un'opinione
politica, ma non sono in grado di segnare una crocetta sulla
scheda. Se venisse approvata questa legge le madri godrebbero
perfino della moltiplicazione dei voti, un potere assoluto
al sesso femminile che permetterebbe di colpo la più
totale e immediata prevaricazione di ogni residuo diritto
maschile, qualora questa non fosse già stata completata.
Mentre gli uomini hanno sempre avuto fino a poco tempo addietro
l'obbligo della leva, perdendo anni preziosi per lo studio
e per la ricerca del lavoro, e talvolta perdendo pure la
pelle, per compiacere ai desideri di pochissime aspiranti
soldatesse lo Stato ha dovuto attrezzarsi per il servizio
militare femminile, con alti costi per la collettività,
affinché le ragazze possano divertirsi. Dico divertirsi
perché le donne sono esentate dalla prima linea,
da missioni e da qualsiasi intervento rischioso, sono inquadrate
in reparti speciali per evitare il nonnismo e, che strano,
sono ipertutelate. Solo i maschi debbono rischiare la pelle,
le ragazze, invece, vanno in vacanza a divertirsi con la
divisa e il fucile. Senza contare che i maschi sono sempre
stati costretti a fare il militare, le femmine lo possono
fare per libera scelta. La nuova legge europea sulla violenza
sessuale inverte i principi basilari del diritto: se finora
i cittadini sono considerati innocenti fino alla prova della
colpevolezza (presunzione di innocenza),qualora si tratti
di maschi e il reato contestato sia la violenza sessuale,
sono considerati colpevoli fino a prova contraria. Con la
legge approvata nel marzo 2009 anche la carcerazione preventiva
viene comminata preventivamente sulla semplice accusa. Quindi
il maschio viene messo in galera prima di essere stato giudicato
colpevole. Anche se è dimostrato che oltre 40% delle
denunce sono false. E se dopo anni di galera risulta innocente,
bé… pacca sulla spalla, tante scuse e vedi
di trovarti una nuova casa, un n uovo lavoro e le cifre
astronomiche necessarie a pagare l'avvocato che ti ha difeso.
Le pene previste dal Codice per l'infanticidio sono sproporzionatamente
diverse se l'autore è la madre (dai 4 ai 12 anni
di carcere) o il padre (a partire dai 21). Tuttavia, gli
infanticidi e figlicidi da madre restano di fatto impuniti,
infatti la totale incapacità di intendere e volere
è data alle madri nell'83% dei casi e la parziale
nel 17% circa. Ciò implica, come naturale conseguenza,
che, nella relazione con la madre, il neonato o il bambino
non sono di fatto esseri umani e soggetti di diritti. Il
feto sappiamo che non lo è per legge. La madre è
diventata colei che ha sempre il diritto di vita e di morte
sui figli. Eppure nessuno inorridisce di fronte a questo
potere assoluto di vita e di morte, che in uno stato di
diritto non dovrebbe avere possibilità di cittadinanza.
Per conseguenza su quanto detto in precedenza, se si va
a rileggere la cronaca, praticamente tutte le madri che
hanno ucciso i loro figli, nel mondo occidentale, sono state
assolte anche se hanno commesso delitti raccapriccianti,
perfino Deanna Laney, 39 anni, che nel Texas uccise i suoi
figli mediante la lapidazione, o la donna di Varese che
lanciò i suoi due bambini in un lago ghiacciato,
o Loretta Zen, che mise la figlia di otto mesi in lavatrice,
o quella che lanciò i suoi figli dalla finestra.
Voglio ricordare un dato agghiacciante: in Italia ogni tre
giorni una madre uccide un figlio, ma generalmente non se
ne parla, perché non bisogna scalfire la fragile
psiche di queste povere donne. Ma la mostruosità
giuridica è che le madri assassine sono sempre assolte;
«Ha ucciso il figlio per troppo amore mal direzionato»
recitano le sentenze, che più che verdetti giudiziari,
stanno assomigliando a trattati di psicanalisi. La violenza
antimaschile anche quando è estrema, diventa immediatamente
scusabile. Lorena Bobbit, la donna che a freddo recise a
coltellate il pene del consorte mentre dormiva e poi scappò
in macchina lanciando l'organo dal finestrino, fu assolta!
La sentenza stabilì che l'eccessiva crudeltà
del gesto, che finora era sempre stata un'aggravante, in
tal caso era elemento di assoluzione in quanto una simile
efferatezza doveva derivare da chissà mai quali sofferenze
subite. In seguito la Bobbit è diventata un personaggio
richiestissimo da televisioni e rotocalchi. Vogliamo scommettere
che se fosse stato un uomo a mutilare i genitali della sua
donna nessuno avrebbe mai detto: “poverino, chissà
come deve avere sofferto per arrivare a tanto!”? Questa
impunità, poi, ha creato un processo perverso di
emulazione. Sono già numerosi in tutto il mondo i
casi di recisione dei genitali maschili da parte di donne
inneggianti a Lorena Bobbit. Esistono numerose campagne
e fondi per la prevenzione della salute femminile, che sappiamo,
da statistiche certe, essere molto più solida di
quella maschile. Ma per la salute maschile cosa viene fatto?
Eppure la salute maschile è molto più delicata
di quella femminile, come ci dicono tutte le statistiche
e i dati epidemiologici. 20 dicembre 2006 Nasce la Carta
dei diritti delle vittime di violenza sessuale, ddl messo
a punto dal ministro Pollastrini con i colleghi di Giustizia
e Famiglia. Gli 'atti persecutori' (molestie e minacce che
condizionano la vita della vittima) diventano un reato e
sono sanzionate, è vietato presentare nella pubblicità
l'immagine della donna in modo discriminatorio o vessatorio,
saranno sanzionate le discriminazioni sessuali, religiose
o razziali. E l'immagine dell'uomo? Può essere denigrata,
offesa e infamata in ogni modo. Grazie per le pari opportunità
indice - Torna in cima Nel trattamento fiscale Nella Finanziaria
2007 è presente un articolo che stabilisce che soltanto
il genitore affidatario ha diritto alle detrazioni per i
figli minori. L’altro genitore, ovviamente, non è
affatto esentato da mantenimento, anzi, il solo ritardo
dell’assegno è già reato penale, ma
viene scippato pure di quella misera detrazione a fronte
di soldi da lui effettivamente pagati. E, visto che la quasi
totalità dei minori è affidata alle madri,
sappiamo benissimo chi viene discriminato da questa disposizione.
indice - Torna in cima Nel settore commerciale dei beni
e dei servizi Perfino quando si tratta di acquistare beni
e servizi le donne molto spesso sono avvantaggiate sugli
uomini. Per esempio l'ingresso alle discoteche è
gratuito o comunque ridotto, in molti locali esistono prezzi
inferiori per le donne, lo stesso dicasi per alcuni corsi
e alcune palestre, perfino all'Idroscalo di Milano l'ingresso
per uomini e donne ha prezzo diverso. Pensate cosa succederebbe
se fossero le donne a pagare di più … Le donne,
è risaputo, pagano di meno le assicurazioni auto
perché commettono meno incidenti e la loro guida
è più sicura. Il fatto che paghino meno è
vero, ma la seconda parte è un falso clamoroso. Chiunque
abbia osservato molte donne guidare sa benissimo che, mediamente,
guidano molto peggio dei maschi. Solo che le donne guidano
molto meno, anche perché lo fanno malvolentieri e
se possono si fanno scarrozzare dagli uomini. E' chiaro
che se un maschio guida per 1000 ore l'anno e una femmina
guida per 30 ore chi ha maggiore probabilità di fare
incidenti è chi guida di più. Ma la retorica
femminista si è appropriata anche del senso comune
per inventarsi una fantomantica guida più sicura
delle donne. Interessante anche l'offerta energia rosa,
ovvero energia elettrica a costi minori per le imprenditrici
donne. Nell'esercito Pare un paradosso, ma l'Esercito Italiano,
come pure tutti gli eserciti occidentali, da quando hanno
consentito l'ingresso alle donne in ottemperanza alla parità
tra i sessi, sono subito state stabilite delle regole e
degli accorgimenti per evitare che donne e uomini fossero
messi in situazioni identiche. Ovviamente a vantaggio delle
donne… Pertanto sono stati costituite apposite strutture
perché le ragazze non avessero ad essere importunate
dal nonnismo; per i maschi nessuno se ne è mai occupato,
e fin quando la naja era obbligatoria, i morti (in gran
parte suicidi) per episodi di nonnismo furono numerosissimi.
Quando la leva militare era obbligatoria, dal momento dell'introduzione
della leva femminile su richiesta dei gruppi femministi,
questa rimase obbligatoria solo e unicamente per i maschi.
Le femmine dovevano avere solo l'onore, la facoltà
di scelta, non certo l'onere e il sacrificio di dover dedicare
un lungo periodo della propria vita alla patria. Come al
solito: se una cosa è obbligatoria per uno e facoltativa
per l'altro, il discriminato è il primo. Oggi, nell'Esercito
Italiano le donne hanno diritto di arruolarsi e di svolgere
la carriera militare fino ai gradi supremi. Ma nella Croce
Rossa militare gli uomini non possono nemmeno entrare: è
riservata alle sole donne. Ma cosa fanno le donne nell'Esercito?
Hanno diritto di svolgere qualsiasi funzione, fino ai gradi
supremi, ma sono esonerate da un sacco di cose antipatiche:
I combattimenti in prima linea Le guardie notturne Le missioni
pericolose Per queste funzioni possono essere tranquillamente
mandati soldati maschi, la cui vita ha, palesemente, un
valore inferiore. Magari, comandati a distanza (per motivi
di sicurezza…) da una donna che la pelle non l'ha
mai rischiata veramente, grazie agli esoneri per le signore,
e che non si fa scrupolo, tuttavia, di correre rischi sulla
pelle dei maschi. …
|
17-11-2009
• FRANCO MASINI
"...personalmente non posso parlare! Mi sono
sposato tardissimo prima perché navigavo, poi perché
vivevo a Milano e nel 68 a di tutto potevi aspirare meno
che ad una famiglia. Meno male che non mi sposai! Altrimenti
avrei fatta anch'io la stessa fine dei miei amici tutti
separati e con un figlioletto di 7 anni. Però, c'é
un però intanto loro hanno vissuto la gioia immensa
di vedere nascere un figlio, le prime fotogtrafie, i giochi,
i pannolini, insomma tutto quello che concerne l'allevamento
di un bambino e ora che questo figlio é cresciuto,
lo vedono, ci parlano, si sente che fa parte di se, del
propro carattere, del proprio DNA. E da anziani avranno
qualcuno su cui contare. Io non ho niente di tutto questo
ma ho mia madre (98 anni!) che ha bisogno di me ed é
esattamente come una bambina....poi (morta lei) avrò
mia moglie, un pò imbranata, che sicuramente avrà
bisogno di me e questo fa si che io non posso morire nel
senso che fintanto queste due prersone vivono, vivrò
anch'io...per fare il mio dovere!
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24-11-2009
• GIANCARLO BELLI
Qual' è la peculiarità del matrimonio?
Voglio dire: quale novità introduce il matrimonio
in una coppia? Un uomo ed una donna possono decidere di
vivere insieme e formare una famiglia, avere figli, progettare
un futuro, invecchiare insieme amandosi ed infine morire
serenamente circondati dall' affetto dei loro cari ... e
tutto questo senza bisogno di sposarsi. Pensateci, si può
fare una famiglia felice e forte senza sposarsi. Ma allora
a che serve il matrimonio? Se non può migliorare
i nostri sentimenti, se non serve a proteggere la famiglia
dal proprio egoismo, se non può garantire un solo
giorno di convivenza in più ... ma allora a cosa
serve il matrimonio? Ci ho pensato a lungo, qualche anno
fa, quando mio fratello mi disse che sua moglie lo lasciava
perchè si era innamorata di un altro. Penso che il
matrimonio, appositamente previsto e regolato dalla legge,
sia una formale assunzione di responsabilità di fronte
a se stessi ed alla comunità, volta a tutelare i
soggetti più deboli ed in particolare i figli. Questa
formale assunzione di responsabilità comporta un
grande beneficio per l' intera comunità perchè
la famiglia sposata è una famiglia stabile e quindi
molto più idonea a crescere i figli. Dunque ora risulta
chiaro quale sia l' elemento nuovo che introduce il matrimonio
in una famiglia: è la stabilità. Questa è
l' unica, vera, grande novità che introduce il matrimonio.
Non sono uno storico e neanche un antropologo, ma credo
che poche cose abbiano fatto progredire l' umanità
come il matrimonio. Ora spostiamo un attimo la nostra attenzione
su un altro elemento: il divorzio. Che cos' è il
divorzio? Il divorzio è un istituto giuridico che
permette di interrompere, far finire un matrimonio. Cioè
permette di destabilizzare l' unione tra i coniugi e consente
loro di venir meno alla formale promessa di amore reciproco
e fedele che liberamente si erano fatti. Avete capito bene?
Insomma, prima si dà formale riconoscimento (da parte
dello stato) ad una promessa, in seguito si dà altrettanto
formale riconoscimento alla volontà dei coniugi di
venir meno alla loro precedente promessa. Mi domando: a
cosa serve promettere se poi si può spromettere?
La conclusione è tanto semplice quanto drammatica:
con l' introduzione del divorzio la società compie
un passo indietro, quel passo che aveva invece compiuto
in avanti quando aveva introdotto il matrimonio. Il matrimonio
ha un senso solo se è per sempre; sposarsi con la
consapevolezza che un giorno potremo divorziare, equivale
a non sposarsi; promettersi amore e reciproco aiuto, nella
buona e nella cattiva sorte, ma solo fino a quando non ci
stuferemo è quello che fanno coloro che non si sposano
e non credono nel matrimonio; per stare insieme fin quando
se ne ha voglia non occorre sposarsi. Una considerazione
per coloro che, credendo nell' indissolubilità del
matrimonio, hanno subito il divorzio: cari amici, prima
di tutto un abbraccio fraterno e solidale, nella consapevolezza
che parlare quando si è felicemente sposati è
molto facile; poi una parola che vuole essere di incoraggiamento.
Voi, con il vostro coraggio e la vostra forza, potete essere
i migliori testimoni della bellezza e della bontà
del matrimonio. Disprezzate il conformismo dilagante di
chi supinamente accetta una legge infame e traditrice (il
divorzio) e testimoniate a voi stessi, al vostro coniuge
e a tutta la società la verità e la validità
del vostro matrimonio. Liberamente un giorno avete promesso;
nobilmente oggi mantenete quella promessa. Come cavalieri
del medioevo cristiano, non tenete in alcun conto il vostro
tornaconto personale, ma testimoniate con il vostro sacrificio
l' amore alla vostra famiglia. Lavorate alla ricomposizione.
Non abbandonatevi al tanto peggio... tanto meglio. La vostra
testimonianza è preziosa e non cadrà nel vuoto.
I vostri figli per primi la raccoglieranno. Grazie.
|
09-12-2009
• FRANCO MASINI
Rammento sempre le parole di mio padre quando,
in tempo di guerra, ma anche dopo, diceva: "saremo
poveri ma perlomeno siamo uniti" e in effetti, per
un lunghissimo periodo della mai vita, ci siamo appoggiati
proprio a questa certezza. Litigavano, é vero, come
tutte le coppie che si ripettano perché le difficoltà
a mandare avanti una famiglia di 5 persone con una a monorendito
(impiegato di Banca) non era facile e poi in un paese come
il nsotro, dove per la famiglia, solo a parole, si é
fatto qualcosa, ma nei fatti nulla di concreto. Ergo sono
completamente avulso dal divorzio facilmente ottenibile
e opterei per una legge che vede neigenitori ed i figli
il cardine della famiglia e la rende indissolubile.
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17-12-2009
• FRANCO MASINI
Difendere il concetto di Famiglia, secondo me,
é al giorno d'oggi, impresa assai ardua. Intanto
bisogna stabilire a priori di quale famiglia si tratta?
Quella pattriarcale che non esiste e ormai non torna più
o quella aperta a doppioni di genitori con l'unico pregio,
sempre secondo me, di avere molti figli? Se in quest'ultima
soluzione fosse rispettata l'integrità psico-fisica
dei figli, ancorché delle mogli, ebbene ci sarebbe
di che stare allegri. Il guaio é che sussistendo
il più delle volte lo spirito di un ancestrale rancore,
le coppie separate si scannano, si odiano e quel che é
peggio é che trasmettono tale deleterio sentimento
anche si figli i quali poveretti, una volta adattatisi alla
nuova situazione, che vede anche nuemrosi i vantaggi (per
esempio quantoi regali si fanno innome di una mancata famiglia?)
non cercano di meglio stare in pace a godersi l anumerosa
fratellanza. Invece no; bisogna fare i conti con l'egoismo,
l'invidia, alle volte persino la cattiveria di uno o di
tutti e due i genitori, che rovina tutto, anche una pacifica
e fruttuosa convivenza. Che fare? Indietro, ossia alla famiglia
patriarcale non ci si torna di sicuro! Ormai i tempi sono
cambiati e le fenmmine, giustamemte, non vorrebbero mai
cedere dei deritti così duramente conquistati. Ridare
un pò di responsabilità al padre però
si, lo si può fare ossia non relegarlo all'modesto
compito di "Inseminatore", ma restituirgli la
Patria Potestà, ossia la responsabilità della
famiglia e dei figli in particolare. E' a lui che i figli
fanno capo ed é da lui che prendono l'esempio sia
nel bene che nel male. La vita e il Mondo hanno bisogno
di questo e non di un esercito di baby-madri.
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30-12-2009
• FRANCO MASINI
"...Giancarlo Belli! Meraviglioso, fantastico
e dico sul serio. Anch'io la penso esattamente come te
in più, essendo Cristiano, aggiungo che il matrimonio
per me é la Chiesa che come tale é sacro e
noi, mia moglie ed io, ne siamo i sacerdoti, gli officianti.
Ora siccome posso parlare solo per me e non per mia moglie,
che può anche avere un'idea sua, ebbene, se dovesse
lasciarmi, pazienza, ma da parte mia non lo voglio fare
perché come tu giustamente dici, tradirei la promessa
che un tempo (circa 20 anni fa) feci davanti all'altare
( quindi dinanzi a Dio). Parole sante, ma potrei anche fallire.
Una ballerina mi potrebbe far girare la testa, ma allora
sarei uno spergiuro, un disgraziato. |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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 |
Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
|
 |
Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
|
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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 |
Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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