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UN INNOCUO SAPORE DI FRAGOLA
Il sesso chiedi e gusta spiegato ai ragazzini
delle scuole medie coi soldi del contribuente. Tra esempi
con Rocco Siffredi, scrupoli sulle dimensioni, vagine
di plastica e risposte di gomma
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di
Rodolfo Casadei
(articolo tratto da "Tempi"
- Maggio 2008)
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Strano
posto il territorio della provincia di Milano: se in una
famiglia a una bambina capita di ritrovarsi sotto il banco
a scuola un disegno pornografico con annessa legenda secondo
la quale lei fa sesso a pagamento con suo fratello, quei
genitori si vedranno portare via i figli perché non
hanno esercitato a dovere la loro responsabilità
di adulti. Se invece altri adulti insegnano a dei ragazzini
di 13-14 anni come si pratica il sesso orale, spiegano che
in caso di gravidanza possono ricorrere all'aborto senza
parlare coi loro genitori o che l'età giusta per
avere i primi rapporti sessuali è 15-16 anni, a questi
adulti non succederà niente di male, anzi: lo Stato
li pagherà per il loro lavoro, perché
quello che stanno facendo si chiama, proprio così,
"educazione sessuale".
Per carità di patria non facciamo il nome delle scuole.
Ma quello della zona sì: la zona 9 di Milano. Lì
da alcuni anni nelle scuole medie inferiori viene portato,
previa approvazione del singolo istituto su proposta di
qualche commissione di docenti, un Progetto di educazione
all'affettività dove ai ragazzini viene spiegato
tutto ma proprio tutto, tranne l'affettività. Il
progetto non è farina del sacco degli insegnanti
(benché i lavori delle commissioni, 20 ore all'anno,
siano retribuiti a 18-20 euro all'ora coi soldi del fondo
di istituto), ma è calato dall'alto dall'Asl locale.
Diciamo calato dall'alto perché è difficile
definire diversamente un progetto che gli esperti dell'Asl
presentano agli insegnanti della commissione che si è
rivolta a loro nei seguenti termini: i contenuti sono quelli
che vengono esposti e sono insindacabili, non si possono
modificare o integrare, si può solo prendere o lasciare;
durante le lezioni di dottoresse e psicologi loro, gli insegnanti,
dovranno stare fuori dalla porta, affinché i ragazzi
siano più liberi di esprimersi; da quest'anno il
progetto, che è finanziato dall'Asl dalla Regione
(le scuole non devono pagare niente), va approvato e attuato
non più su base annuale ma triennale: bisogna
legarsi mani e piedi per tre anni a quello che l'Asl decide
di fare.
Naturalmente le responsabili del progetto invitano anche
i genitori dei ragazzi a un incontro di un'ora per presentare
loro il lavoro che faranno coi figlioli. Ma pare che tacciano
almeno un paio di circostanze: per esempio quella che gli
insegnanti sono tassativamente esclusi dalla partecipazione
alle lezioni; e per esempio quella che fra le informazioni
trasmesse ai ragazzi c'è pure il fatto che possono
rivolgersi ai servizi sanitari per interrompere un'eventuale
gravidanza senza parlarne coi genitori. Un argomento fieramente
dibattuto nei
faccia a faccia con gli insegnanti, alcuni dei quali avrebbero
obiettato che dire a un 13-14enne che ha facoltà
di decidere di abortire senza nessun riferimento all'autorità
dei genitori non è propriamente educativo. Significa
investirlo di un senso di onnipotenza negativo per la sua
crescita e per chi gli sta intorno. Ma quelli della Asl
hanno replicato che la legge 194 prevede tale facoltà,
che è loro compito informare in maniera completa
ed esaustiva i ragazzi, in quanto non è automatico
che alle medie superiori verranno correttamente informati,
e perché il problema potrebbe presentarsi. La nuda
informazione, senza interferenze da parte di giudizi di
valore su cosa è giusto o sbagliato, bello o brutto.
Tranne uno: che bisogna fare il possibile per evitare di
contrarre malattie o gravidanze indesiderate.
Penna, quaderno e profilattico
Questa è la filosofia del Progetto educazione all'affettività.
Gli insegnanti non sono ammessi ai corsi, ma i ragazzini
parlano, e raccontano come si svolgono le lezioni. Lo spunto
è dato dalle loro domande, raccolte per iscritto
e in forma anonima in classe prima dell'incontro con la
ginecologa. Costei parte dal singolo interrogativo per sviscerare
l'intera materia. C'è sempre qualche curiosità
circa il sesso orale, che dà la stura a spiegazioni
dettagliate sui profilattici: “Per il sesso orale
si usano preservativi al gusto di frutta”, si sentono
dire gli allibiti 13enni, “per il rapporto anale serve
un preservativo più resistente, per i rapporti vaginali
ne basta uno normale”.
I profilattici fanno parte dei sussidi didattici, così
come un pene e una vagina artificiali, che vengono fatti
passare fra le mani di ragazzi e ragazze. A volte vengono
invitati loro stessi ad applicare il coso di gomma sull'organo
maschile, a volte fa tutto l'esperta della Asl. «A
me non è piaciuto vedere la signora che continuava
ad allungare il preservativo e poi ci ficcava le mani dentro
commenta un ragazzino.
Una delle ossessioni degli adolescenti maschi, si sa, è
la misura del membro: nelle domande l'argomento torna spesso.
“Cosa succede se il membro maschile è molto
lungo?”, diceva per esempio una domanda.
Risposta: «Non succede nulla, la profondità
della vagina è sette centimetri, più in là
non si va. Anche Rocco Siffredi ha a disposizione solo quello
spazio». L'aver evocato il Rocco nazionale ha indotto
domande improvvisate sull'argomento: ma come fanno i pornoattori
a fare quello che fanno? E per di
più senza il profilattico che voi ci state caldamente
consigliando? Risposta: “Quello che vedete al cinema
è un montaggio di immagini. Nessun rapporto dura
così a lungo come
fanno vedere. E l'eiaculazione avviene sempre fuori dalla
vagina”. Un tempo c'era chi bigiava la scuola per
frequentare cinema
a luci rosse, adesso non c'è più bisogno:
vai a lezione ed è quasi la stessa cosa.
Non tutti riferiscono le stesse cose. Secondo alcuni ragazzi
il linguaggio è sempre scientifico e rigoroso, secondo
altri “non abbiamo mai sentito dire tante parolacce
da degli adulti come quel giorno”. Le informazioni
legali sul diritto all'interruzione di gravidanza non sono
state sempre comunicate come era stato preannunciato agli
insegnanti, ma solo dicendo che si può legalmente
abortire nei primi tre mesi. Ma il paradigma generale è
chiaro: dietro l'abito di una comunicazione puramente informativa
su base scientifica e legale viene lasciata passare l'idea
che in materia di sesso ognuno/a può
fare quel che gli/le viene in mente senza porsi domande,
se non circa le probabilità di beccarsi una malattia
o una gravidanza non desiderata. Nessuno spiega ai ragazzi
che quello che si vede nei film non è il modo giusto
di vivere la sessualità. Nessuno gli racconta che
il sesso è qualcosa di molto più affascinante
e complicato di un meccanismo messo in moto da curiosità
pruriginose. Sperma e gomma, gomma e sperma: nient'altro. |
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MODULO
PER IL COMMENTO |
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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