Strano
posto il territorio della provincia di Milano: se in una
famiglia a una bambina capita di ritrovarsi sotto il banco
a scuola un disegno pornografico con annessa legenda secondo
la quale lei fa sesso a pagamento con suo fratello, quei
genitori si vedranno portare via i figli perché
non hanno esercitato a dovere la loro responsabilità
di adulti. Se invece altri adulti insegnano a dei ragazzini
di 13-14 anni come si pratica il sesso orale, spiegano
che in caso di gravidanza possono ricorrere all'aborto
senza parlare coi loro genitori o che l'età giusta
per avere i primi rapporti sessuali è 15-16 anni,
a questi adulti non succederà niente di male, anzi:
lo Stato li pagherà per il loro lavoro, perché
quello che stanno facendo si chiama, proprio così,
"educazione sessuale".
Per carità di patria non facciamo il nome delle
scuole. Ma quello della zona sì: la zona 9 di Milano.
Lì da alcuni anni nelle scuole medie inferiori
viene portato, previa approvazione del singolo istituto
su proposta di qualche commissione di docenti, un Progetto
di educazione all'affettività dove ai ragazzini
viene spiegato tutto ma proprio tutto, tranne l'affettività.
Il progetto non è farina del sacco degli insegnanti
(benché i lavori delle commissioni, 20 ore all'anno,
siano retribuiti a 18-20 euro all'ora coi soldi del fondo
di istituto), ma è calato dall'alto dall'Asl locale.
Diciamo calato dall'alto perché è difficile
definire diversamente un progetto che gli esperti dell'Asl
presentano agli insegnanti della commissione che si è
rivolta a loro nei seguenti termini: i contenuti sono
quelli che vengono esposti e sono insindacabili, non si
possono modificare o integrare, si può solo prendere
o lasciare; durante le lezioni di dottoresse e psicologi
loro, gli insegnanti, dovranno stare fuori dalla porta,
affinché i ragazzi siano più liberi di esprimersi;
da quest'anno il progetto, che è finanziato dall'Asl
dalla Regione (le scuole non devono pagare niente), va
approvato e attuato non più su base annuale ma
triennale: bisogna
legarsi mani e piedi per tre anni a quello che l'Asl decide
di fare.
Naturalmente le responsabili del progetto invitano anche
i genitori dei ragazzi a un incontro di un'ora per presentare
loro il lavoro che faranno coi figlioli. Ma pare che tacciano
almeno un paio di circostanze: per esempio quella che
gli insegnanti sono tassativamente esclusi dalla partecipazione
alle lezioni; e per esempio quella che fra le informazioni
trasmesse ai ragazzi c'è pure il fatto che possono
rivolgersi ai servizi sanitari per interrompere un'eventuale
gravidanza senza parlarne coi genitori. Un argomento fieramente
dibattuto nei
faccia a faccia con gli insegnanti, alcuni dei quali avrebbero
obiettato che dire a un 13-14enne che ha facoltà
di decidere di abortire senza nessun riferimento all'autorità
dei genitori non è propriamente educativo. Significa
investirlo di un senso di onnipotenza negativo per la
sua crescita e per chi gli sta intorno. Ma quelli della
Asl hanno replicato che la legge 194 prevede tale facoltà,
che è loro compito informare in maniera completa
ed esaustiva i ragazzi, in quanto non è automatico
che alle medie superiori verranno correttamente informati,
e perché il problema potrebbe presentarsi. La nuda
informazione, senza interferenze da parte di giudizi di
valore su cosa è giusto o sbagliato, bello o brutto.
Tranne uno: che bisogna fare il possibile per evitare
di contrarre malattie o gravidanze indesiderate.
Penna, quaderno e profilattico
Questa è la filosofia del Progetto educazione all'affettività.
Gli insegnanti non sono ammessi ai corsi, ma i ragazzini
parlano, e raccontano come si svolgono le lezioni. Lo
spunto è dato dalle loro domande, raccolte per
iscritto e in forma anonima in classe prima dell'incontro
con la ginecologa. Costei parte dal singolo interrogativo
per sviscerare l'intera materia. C'è sempre qualche
curiosità circa il sesso orale, che dà la
stura a spiegazioni dettagliate sui profilattici: “Per
il sesso orale si usano preservativi al gusto di frutta”,
si sentono dire gli allibiti 13enni, “per il rapporto
anale serve un preservativo più resistente, per
i rapporti vaginali ne basta uno normale”.
I profilattici fanno parte dei sussidi didattici, così
come un pene e una vagina artificiali, che vengono fatti
passare fra le mani di ragazzi e ragazze. A volte vengono
invitati loro stessi ad applicare il coso di gomma sull'organo
maschile, a volte fa tutto l'esperta della Asl. «A
me non è piaciuto vedere la signora che continuava
ad allungare il preservativo e poi ci ficcava le mani
dentro commenta un ragazzino.
Una delle ossessioni degli adolescenti maschi, si sa,
è la misura del membro: nelle domande l'argomento
torna spesso. “Cosa succede se il membro maschile
è molto lungo?”, diceva per esempio una domanda.
Risposta: «Non succede nulla, la profondità
della vagina è sette centimetri, più in
là non si va. Anche Rocco Siffredi ha a disposizione
solo quello spazio». L'aver evocato il Rocco nazionale
ha indotto domande improvvisate sull'argomento: ma come
fanno i pornoattori a fare quello che fanno? E per di
più senza il profilattico che voi ci state caldamente
consigliando? Risposta: “Quello che vedete al cinema
è un montaggio di immagini. Nessun rapporto dura
così a lungo come
fanno vedere. E l'eiaculazione avviene sempre fuori dalla
vagina”. Un tempo c'era chi bigiava la scuola per
frequentare cinema
a luci rosse, adesso non c'è più bisogno:
vai a lezione ed è quasi la stessa cosa.
Non tutti riferiscono le stesse cose. Secondo alcuni ragazzi
il linguaggio è sempre scientifico e rigoroso,
secondo altri “non abbiamo mai sentito dire tante
parolacce da degli adulti come quel giorno”. Le
informazioni legali sul diritto all'interruzione di gravidanza
non sono state sempre comunicate come era stato preannunciato
agli insegnanti, ma solo dicendo che si può legalmente
abortire nei primi tre mesi. Ma il paradigma generale
è chiaro: dietro l'abito di una comunicazione puramente
informativa su base scientifica e legale viene lasciata
passare l'idea che in materia di sesso ognuno/a può
fare quel che gli/le viene in mente senza porsi domande,
se non circa le probabilità di beccarsi una malattia
o una gravidanza non desiderata. Nessuno spiega ai ragazzi
che quello che si vede nei film non è il modo giusto
di vivere la sessualità. Nessuno gli racconta che
il sesso è qualcosa di molto più affascinante
e complicato di un meccanismo messo in moto da curiosità
pruriginose. Sperma e gomma, gomma e sperma: nient'altro. |