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"GIOVANI:
MODELLI SBAGLIATI, SPESSO GIA’ A PARTIRE DALLA FAMIGLIA"
Il monito del presidente di Occidens Gabriele,
dopo gli ultimi casi di disagio e bullismo giovanile
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| “Bisogna
recuperare i valori cardine della nostra cultura: la famiglia,
la scuola, la Chiesa, il mondo dell’associazionismo.
E i loro componenti devono compattarsi in un fronte unico,
al fine di fornire ai nostri figli gli insegnamenti necessari
per evitare quella situazione di sbando in cui molti di
loro si trovano oggi”. Così il presidente dell’associazione
culturale Occidens, Alessandro Gabriele, torna a parlare
del preoccupante fenomeno del disagio giovanile, commentando
i recenti episodi di violenza che, nei giorni e nelle settimane
scorsi, hanno visto protagonisti i ragazzi. “Fatti,
questi – prosegue Gabriele – che non possono
non preoccupare: accadono quasi ogni giorno in tutte le
parti d’Italia. Per rendersi conto di ciò basta
sfogliare i giornali o guardare i telegiornali. Di certo
la tv è una delle cause principali di certi comportamenti,
presentando modelli palesemente sbagliati come una sorta
di nuovi eroi. Ma non c’è solo quello: tra
i genitori e i figli di oggi manca spesso il dialogo. E
gli adulti sono in molti casi i primi ad aver smarrito la
bussola, incapaci di mantenere il proprio ruolo di educatori.
I nostri ragazzi percepiscono questa mancanza di punti di
riferimento e ne soffrono, comportandosi e agendo di conseguenza.
E’ da qua, pertanto, che bisogna ripartire. La nostra
associazione sta seguendo da tempo la questione della lotta
al disagio giovanile, trattandosi di uno dei suoi principi
ispiratori. Per questo sul sito www.occidens.it è
possibile trovare un’ampia sezione dedicata all’argomento,
in cui tutti possono esprimere opinioni e suggerimenti.
Non abbandoniamo i nostri ragazzi a sé stessi, evitando
di “parcheggiarli” davanti a una televisione
o a un computer, al cui interno si trovano con estrema facilità
messaggi negativi”. |
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| COMMENTI |
20-04-2010
• FRANCO MASINI
Caro Gabriele, giustissimo quello che dici, che proponi,
che auspichi, ma come realizzarlo? Gradieri che oltre ad
informare, denunciare, sottolineare si facesse anche qualche
bella proposta altrimenti non se ne esce più fuori,
non ti pare? Intanto bisogna vedere quali sacrifici siamo
veramente disposti a fare perché tutto ciò
abbia un termine. Vogliamo parlare dei cattivi modelli che
sono causa nei nostri ragazzi di deviazioni da quella che
si presume esserte la "Retta via"? Benissimo,
allora bisogna cominciare con eliminare la politica così
come oggi viene svolta. e' vergognoso e fuori da ogni canone
di buona creanza per non dire di peggio, il modo di porsi
dei nostri politici che tutto fanno, comprese bugie e tradimenti,
senza parlare di deviazioni sessuali, meno che dare il buon
esempio. bisognerebbe eliminare l'arrivismo televisivo
o mediatico, come oggi si preferisce dire, dove si vedono
belle fanciulle vantare quasi esclusivamente le proprie
forme al solo scopo (mi auguro) di entrare nell'effimero
mondo della TV. Bisognerebbe eliminare dall telegiornale,
relegandolo a qualche rubrica sportiva, il gioco del calcio
che così com'é impostato, ossia con forti
componenti mafiose o presunte tali (lo vedremo presto al
processo Moggi) ma comunque ben lontano dalla sportività
pura e chiara di un tempo non dà certo il buo esempio.
Lo stesso dicasi per il ciclismo competitivo, per la box
( dove però lo é sempre stato) dove il dooping
impera, e così via, si salvano il canottaggio, l'atletica,
il baschet, il nuoto, lo sci ma sarà poi vero, ne
siamo sicuri? E ora viene la dolente nota! Per riportare
questo povero Paese ad una certa serietà e correttezza
siamo disposti a rinunciare alla raccomandazione? Al raggiro
e al compromesso? Alle bugie ed alle mistificazioni? Ai
nostri vecchi, ricordiamolo, bastava una stretta di mano
per siglare un contratto e veniva rispettato, altro che
se veniva rispettato (specie a Lucca)altrimenti guai all'imbroglione,
non avrebbe avuto modo di vivere! Sicuramente avrò
dimenticato qualche cosa ma allora la lista delle cose da
non fare e poi da fare sarebbe lunghissima per cui, per
ora, mi fermo qui salvo su richiesta riprendere un pò
più avanti il discorso.....Ciao a tutti Franco |
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 |
Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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