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"LA
FAMIGLIA AL PRIMO POSTO"
L’invito di Monsignor Angelo Bagnasco,
presidente della Cei
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| Rilanciare
il ruolo imprescindibile della famiglia e del matrimonio,
intensificandone le fasi preparatorie e, per quanto sia
possibile, seguendo le giovani coppie che si formano lungo
il loro percorso. E’ questo l’appello rivolto
di recente da Monsignor Angelo Bagnasco, dal 7 marzo 2007
presidente della Conferenza Episcopale Italiana su chiamata
di Papa Benedetto XVI. Mesi difficili per lui, raggiunto
da pesanti minacce alla propria persona e oltraggiato con
scritte offensive apparse sui muri di diverse città
italiane. Il fatto più grave, quello che ha destato
il maggior scalpore e l’indignazione più grande,
è il proiettile fattogli recapitare, ma in questo
frangente l’alacre lavoro svolto dagli inquirenti
ha permesso di risolvere il caso, escludendo per fortuna
la pista del terrorismo. Nel corso del suo ultimo intervento
sulla stampa, Bagnasco ha chiesto fiducia ai molti fedeli
sempre più preoccupati e disorientati, ricordando
loro come la presenza del Signore sia costante e fedele
alla Chiesa e al mondo. Sul rapporto con lo Stato, invece,
ha tenuto a precisare l’assenza di ingerenza da parte
della Chiesa nelle decisioni che non sono di propria diretta
competenza, fermo restando il riferimento religioso e trascendente,
nonché alla base dell’umanesimo europeo che
si rifà al Vangelo, nel quale Cristo porta a compimento
l’umanità dell’uomo. |
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| COMMENTI |
19-01-2010
• FRANCESCO BARDELLI
E' vero, bisogna rilanciare il ruolo fondamentale della
famiglia, cellula su cui si fonda la società, lo
Stato e la nazione. Ma la domanda è: quale famiglia?
Quella formata da un uomo ed una donna come suggerisce la
Chiesa o quella formata da due membri dello stesso sesso
come vorrebbero le nuove associazioni omosessuali? Quella
patriarcale delle vecchie generazioni contadine, dove era
l'uomo il capo della famiglia, o quella matriarcale delle
nuove generazioni cittadine dove invece è la donna
che comanda dentro le quattro mura domestiche? Quella con
una solida struttura gerarchica che vedeva il padre al primo
posto, la madre al secondo posto e la prole al terzo posto
o quella dove sono tutti allo stesso livello e dove regna
il caos più assoluto? Quella prima del sessantotto
dove il quarto comandamento "Onora il padre e la madre"
era rispettato, o quella post-sessantottina, il cui comandamento
è: "Onora i figli, così ti perdoneranno
il fatto di essere divorziato"? Quella in cui si riconosceva
un principio semplicissimo: "non siamo tutti uguali",
come dice il Vangelo o quella in cui si riconosce il principio
opposto: "siamo tutti uguali", come dice il
"Capitale"? Quella del "cristianamente
corretto" o quella del "politicamente corretto"?
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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