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OCCIDENS
di Marcello Pera
Presidente Onorario dell'Associazione
Occidens
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L'Occidente
è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo
e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere
alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e
spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo
colpevoli del nostro benessere, .....
(segue)
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LA
DIFFUSIONE IN ITALIA DEI NOSTRI SOSTENITORI
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Speciale
I GRANDI APPUNTAMENTI CULTURALI DELL'ASSOCIAZIONE
"OCCIDENS"
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| L'EUROPA,
RADICI CRISTIANE E ISLAM
Venerdì 22 Gennaio alle ore 18,00
appuntamento al Palazzo Pretorio di
Lucca, assieme all'europarlamentare
MAGDI CRISTIANO ALLAM, al Presidente
dell’Associazione "Occidens",
Alessandro Gabriele e al Presidente
del Rotary Club di Lucca, Ing. Massimo
Cardella |
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GRANDE SUCCESSO
PER IL RITORNO A LUCCA DI MAGDI CRISTIANO
ALLAM
Tutto esaurito a Palazzo Pretorio
per l'incontro su Europa, radici cristiane
e Islam
Grande
successo, venerdì 22 Gennaio, per
l'incontro - evento organizzato dall'Associazione
culturale Occidens, in collaborazione
con il Rotary Club International, sezione
di Lucca, che ha visto la gradita presenza
in un Palazzo Pretorio gremito in ogni
ordine di posto (diverse centinaia le
persone presenti, tra cui le massime autorità
politiche cittadine, sindaco Mauro Favilla
in testa) del giornalista, scrittore ed
eurodeputato Magdi Cristiano Allam, intervenuto
sul tema "Europa, radici cristiane
e Islam". Dopo i saluti iniziali
dei rispettivi presidenti delle due associazioni
organizzatrici, Alessandro Gabriele (Occidens)
e Massimo Cardella (Rotary), e quello
del sindaco Favilla stesso, Allam ha tracciato
una lunga, interessante e approfondita
panoramica sull'attuale situazione culturale
e religiosa della nostra civiltà,
rimarcandone il preoccupante regresso
di fronte a una costante perdita di valori
e di attaccamento alle proprie radici,
che sta comportando, al contrario, l'incedere
inesorabile di altre culture e religioni
come quella, appunto, islamica. Secondo
Allam tutto ciò deriva dal fatto
che la società occidentale non
sa più volersi bene, citando come
esempio il fatto che sappiamo essere bravissimi
a difenderci, quando si tocca la nostra
sfera personale, ma al tempo lassisti
e rinunciatari, quando l'oggetto del contendere
è il bene comune del nostro Paese.
In particolare, l'eurodeputato non ha
lesinato critiche alla condotta politica
della Comunità Europea, citando
naturalmente la ormai celebre sentenza
che impone la rimozione del crocefisso
dagli edifici pubblici, nè ad alcune
recenti iniziative politiche italiane
che, in maniera trasversale, vorrebbero
esportate l'insegnamento della religione
musulmana nelle scuole nazionali. Al termine
del suo intervento, molto applaudito,
Allam ha poi risposto alle domande del
pubblico. Grande soddisfazione per l'esito
dell'incontro esprime il presidente di
Occidens Alessandro Gabriele: "Il
folto e qualificato pubblico di oggi -
afferma - ci conferma quanto certe tematiche
siano sentite dai cittadini. Ringrazio
l'amico fraterno Allam per averci portato
di nuovo la sua autorevole testimonianza.
E' grazie a persone come lui che l'Occidente
può nutrire ancora speranze. Oltre
a lui, ovviamente, ringrazio anche il
presidente del Rotary Club di Lucca, ingegner
Massimo Cardella, che ha reso possibile
con la sua collaborazione la realizzazione
dell'evento. Da parte nostra, con grande
volontà portiamo avanti la nostra
piccola battaglia, convinti del fatto
che molto si possa fare per la salvaguardia
delle nostre radici e della nostra cultura". |
Fra pochi giorni sarà in rete
il video dell'evento
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Photogallery
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GLI IMMIGRATI DI ROSARNO: QUANDO LA VITA NON E’
PIU’ DIGNITOSA
Abbattuta dopo la guerriglia, la fatiscente “Rognetta”,
occupata da centinaia di extracomunitari che vivevano
in condizioni disumane.
|
di
Alessandro Gabriele
Presidente dell'Associazione "Occidens" |
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Sono ancora sotto gli occhi di tutti gli incidenti di
Rosarno, nel cuore della Calabria. Fatti che hanno suscitato
alterne sensazioni e controverse emozioni. C’è
chi da una parte grida all’intolleranza e al razzismo,
di italiani verso gli altri, c’è chi invece
crede che la tolleranza sia giunta al suo culmine ed ogni
piccolo episodio possa improvvisamente dilatare diventando
una bomba ad alto potenziale. Una cosa è certa:
certi episodi fanno ritenere che la situazione stia sfuggendo
di mano ed occorre porre rimedi. Raccogliamo con grande
affetto le parole del Santo Padre Benedetto XVI, quando
all’indomani delle tragiche vicende avvenute nel
piccolo centro nella Piana di Gioia Tauro, dopo l’Angelus
domenicale in piazza San Pietro, dal balcone del palazzo
Apostolico, ha invocato rispetto per l’altro, cercando
di andare al cuore del problema, al centro del significato
di <persona>. “Un immigrato - ha detto il
Papa – è un essere umano, differente per
provenienza, cultura e tradizioni, ma è pur sempre
una persona da rispettare. Esso ha diritti e doveri soprattutto
in ambito lavorativo, dove maggiore è la tentazione
dello sfruttamento, ma anche in relazione alle condizioni
concrete di vita”. Un sacrosanto richiamo, quello
di Benedetto XVI, che apprezziamo e condividiamo. Ma vogliamo
soffermarci sull’ultima frase, pronunciata dal Papa.
Quella, nella quale si fa riferimento alla dignità
di vita. Sull’aspetto, primario per ogni essere
umano, di poter condurre una vita decorosa e degna di
essere chiamata tale. La scintilla che sembra essere stata
alla base, dei fatti di Rosarno, almeno da quanto risulta
dalle indiscrezioni trapelate fino ad oggi, non è
riconducibile a guerre tra clan mafiosi presenti nell’area.
E’ credibile che i motivi di questa feroce rivolta,
di questo mostruoso scontro tra uomini, è da ricondurre
proprio alla questione rilevata anche dal Papa, nel corso
dell’Angelus domenicale. Il problema sono le ignobili
condizioni di vita degli immigrati, presenti a Rosarno
e in chissà quante altre conosciute e sconosciute
località d’Italia. E’ quindi verosimile,
l’ipotesi fatta sulle reali cause degli scontri
in Calabria. Tutto si sarebbe scatenato, dalla reazione
di un uomo, che aveva assistito insieme alla moglie, ad
una scena, certamente poco edificante, ma che ha manifestato,
tutto il disagio nel quale sono costretti a vivere tanti
immigrati e coloro che li ospitano nei diversi paesi.
Un uomo, originario del Togo, dopo essersi calato i pantaloni,
si sarebbe messo a fare i propri bisogni in mezzo alla
strada, di fronte ad un’abitazione. Il proprietario
della casa, per tutta risposta, avrebbe quindi sparato
con una carabina, due colpi, colpendo l’immigrato
al pube. Da qui in poi è stato un insieme di eventi
non riportati in maniera corretta, di passa parola ingigantiti
all’inverosimile, fino ad arrivare a reazioni esagerate
e incontrollate, sulle quali poi qualcuno, probabilmente,
ha giocato un ruolo diverso, per propri fini ed obiettivi
malavitosi. Forse in questo caso, così come in
tanti altri episodi di vita da condividere con altri,
quotidianamente, ci sono alla base certe condizioni di
vita, che tutto sono fuorché, dignitose, accettabili
e degne. Abbiamo tutti visto dalle immagini in TV, quei
vecchi ruderi, fabbriche dismesse, che ospitavano decine
e decine di extracomunitari. Già attraverso il
nome “La Rognetta” si riesce a percepire il
senso delle strutture che accoglievano ammassati nel peggiore
dei modi, questi esseri umani. Troppe volte ci si riempie
la bocca di falsa accoglienza, ma poi altrettanto spesso,
dopo averli fatti entrare in Italia, dimentichiamo di
loro e pur di non respingerli al proprio paese d’origine,
ci tappiamo gli occhi per non vedere quello strazio di
esistenza nel quale sono costretti a campare e magari
ci turiamo il naso per non sentire quel fetore nauseabondo
con il quale devono convivere. E’ questa l’accoglienza?
Sono loro i nuovi schiavi? Trattati peggio di cani senza
una cuccia. Mentre rimbalzano le accuse reciproche, di
politici, amministratori e fanatici, che si chiedono di
chi è la colpa di questa intolleranza, di chi è
la responsabilità di queste aggressioni reciproche,
mentre le ruspe abbattono i lager abitati in modo disumano
e magari abusivamente, la nostra domanda resta sempre
la stessa: siamo in grado di ospitare stranieri garantendo
la loro dignità di uomini e donne? Siamo in grado
di offrire loro un tetto dove vivere e non una topaia
dove arrangiarsi? Può il nostro Paese mettere a
disposizione degli immigrati quella dignità che
merita ogni essere umano? Oppure tutto questo non ci interessa.
Il nostro obiettivo e far vedere agli altri e al mondo
quanto siamo bravi perché facciamo arrivare tutti
e poi chi se ne frega, non ci interessa il dopo, non importa
che fine potranno fare gli immigrati, nel nostro paese,
in topaie senza acqua e luce, tra ratti e scarafaggi.
E questo ciò che possiamo offrire a chi cerca di
migliorare la propria vita? Cosa è peggio, rimpatriare
un clandestino o accettare un immigrato solo perché
è tale, ed abbandonarlo a se stesso, lasciandolo
vivere nelle “Rognette” di tutta Italia? |
MODULO PER IL COMMENTO
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| COMMENTI: |
19-01-2010
• FRANCO MASINI
Rosarno. Emigranti gambizzati, pestati e dati
alle fiamme! Sono notizie di queste ultimissime ore.
Mentre nelle nostre superriscaldate abitazioni, noi che
ci diciamo Cristiani e popolo di Sinistra, ci crogioliamo
in poltrona, stanchi di ravioli e cotechini emblema di
un Natale così poco altruista, in un’altra
parte d’Italia, gente venuta qui per lavorare, povera,
disperata, sistemata alla meno peggio in capannoni freddi,
umidi e affollati veniva presa a sassate, lapidata e questo
perché? Perché in quella parte d’Italia
(ma vorrei essere sicuro che non succeda anche altrove)
gli emigranti, regolari o no, venivano regolarmente assunti
da “Caporali” che, forti dell’affiliazione
a qualche Ndrangheta locale, se ne approfittavano trattandoli
da veri e propri schiavi. Non sapremo mai, se qualcuno
non si prende la briga di chiederlo direttamente agli
interessati, come venissero trattate queste persone, quali
soprusi devono aver subito sotto l’odioso ricatto
della denuncia all’Emigrazione con conseguente allontanamento
dal nostro paese. Situazione odiosa che mi vede costretto
a distinguere fra due Italie. Una che blatera, intransigente
e pretende, col pugno di ferro, di allontanare (ricacciare
a scanso si equivoci, al loro paese!) i clandestini senza
sentire ragioni né valutare se si tratti di pericolosi
malviventi oppure di povere madri con bambini. L’altra
parte, quella alla quale mi pregio appartenere, che li
considera “Esseri Umani” e come tali esige
siano rispettati. Che i Partiti così detti laici
e di sinistra non tacciano, ma sull’esempio della
Chiesa, colgano l’occasione di far valere i sacri
principi di fratellanza ed uguaglianza umana sulla quale
è fondata qualsiasi civiltà che ami farsi
rispettare e ristabilisca la dignità di quella
povera gente.
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31-01-2010
• ALFONSO FARRUGGIO
L'epoca che stiamo vivendo, cosi globale nella
percezione, nella comunicazione, nella partecipazione,
è praticamente senza più confini, ed è
per questo che questo Mondo si deve spingere verso una
vera globalizzazione civile e laica, capace di far sentire
gli uni vicini agli altri, partecipi di un medesimo destino,
quindi fortemente interessati a tutto ciò che accade
agli altri, ovunque essi si trovino. Questa ragionevole
certezza potrebbe essere individuata nell'idea che ognuno
di noi deve avere nel riconoscere i diritti degli altri,
diritti che sono parte integrante di ogni individuo fin
dalla nascita, qualunque sia il luogo di nascita, qualunque
sia il luogo dove vive, qualunque sia la sua condizione
sociale ed economica, qualunque sia la sua la fede religiosa
di appartenenza. Non c'è difficoltà o perplessità
che tenga per comprendere ciò, il rispetto dei
diritti deve essere parte imprescindibile dell'uomo. Nel
mondo di oggi è indispensabile porre l'accento
su quanto siano rilevante i problemi dell'emarginazione
sociale, nell'attuale fase di trasformazione della società,
perché non va dimenticato che è proprio
sulle frontiere, sugli steccati, intesi in senso lato
e sui luoghi di emarginazione che si misura la tenuta
dei valori e gli orientamenti forti delle comunità
civili e democratiche. Ecco perché l'azione educativa
esercitata da chi ha il diritto dovere di farla va rivolta
a rigenerare la fiducia nelle istituzioni e nella democrazia. |
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| SICUREZZA:
BODY SCAN NEGLI AEROPORTI
Siamo d’accordo nel cedere
parte della nostra privacy per tutelare la nostra
incolumità |
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Fatemi
pure i raggi X. L’idea non mi turba, anzi
se ciò comporta maggiore sicurezza per tutti,
se ciò significa uno strumento in più
per combattere la demenza kamikaze, se tutto questo
significa volare nella massima tranquillità,
fatemi pura anche un’ecografia, che se volete
è anche
.....
(segue) |
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SE IL TERRORISMO È UN
MESTIERE DA TRAMANDARE
VALORI: Nonno partigiano, padre,
madre e fratello Br Lui, in un libro, si vantava
della tradizione di famiglia
di
Cristiano Gatti
(articolo tratto da "Il Giornale"
- 19 Gennaio 2010)
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Sbaglia
chi si sorprende. Abbiamo troppo la tendenza a
pensare che almeno il figlio potrebbe essere diverso
dal padre. Ma la domanda vera da porsi è
questa: perché mai il figlio dovrebbe essere
diverso dal padre? I figli sono spugne: assorbono
il clima di casa - tutto: parole,
.....
(segue) |
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| IL
CALENDARIO CARITAS DIMENTICA I SANTI E FESTEGGIA
MAOMETTO
Ricorrenze islamiche, cinesi
e laiche nell’almanacco della diocesi
di Adria-Rovigo. E pochissime quelle cattoliche
di
Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
(articolo tratto da "Libero" del 6
Gennaio 2010)
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Un
calendario 2010 che mescola insieme ricorrenze
cattoliche musulmane, ortodosse e cinesi, il tutto
in un tripudio di "giornate", da quella
per la pace a quella per il risparmio energetico.
Di questi tempi, nei quali vanno di moda le "contaminazioni"
e il "meltingpot", non ci sarebbe nulla
di
.....
(segue) |
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| GUERRA
E SIMBOLI, COLPIRE A NATALE PER COLPIRE I CRISTIANI
di
Stefano Zecchi
(articolo tratta
da "Il Giornale" - Gennaio 2010)
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L’islam
fondamentalista aggredisce i simboli della nostra
civiltà, e noi ci allarmiamo ovviamente
per l’attacco materiale mentre ci sfugge
quello simbolico. L’attentato all’aereo
per Detroit era stato programmato per il giorno
di Natale: un aereo doveva saltare per aria nel
nome di Allah. .....
(segue) |
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| TV
CHOC: MUORI IN DIRETTA E TI TRASFORMO IN MUMMIA
Londra, Channel 4 cerca tra i
malati terminali un volontario da imbalsamare.
<<Fermate quel reality>>
di
Deborah Bonetti
(articolo tratto da "Quotidiano Nazionale")
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CHANNEL
4, la tv britannica che tra mille polemiche ci
ha mostrato il primo suicidio assistito in diretta,
oltre alla prima autopsia dal vivo, ha deciso
di superare se stessa con quello che potrebbe
rivelarsi il reality show più macabro del
secolo: la mummificazione in diretta di un .....
(segue) |
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QUEI PROGRAMMI SENZA PUDORE
Pornodiva in premio ai
ragazzini
di
Piero degli Antoni
(articolo tratto da "Quotidiano Nazionale")
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Sono
i giapponesi i più sfrontati inventori
di reality bizzarri, con parecchie derive sul
fronte erotico. Prendiamo per esempio «La
pornodiva ti svergina», protagonisti 9 candidati
che gareggiano per aggiudicarsi le sensuali attenzione
di una pornodiva che renderà il vincitore
finalmente uomo. .....
(segue) |
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Associazione
Culturale "Occidens"
Numero verde: 800.911.544
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Noi
siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà
occidentale come fonte di princìpi universali e
irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione
storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa
alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. |
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Siamo
impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi
nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità
europea la sua vera identità e la forza di parlare
al cuore dei suoi cittadini. |
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| Siamo
impegnati ad affermare il valore della famiglia quale
società naturale fondata sul matrimonio, da tenere
protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione
o legame. |
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Siamo
impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati
in nome della condivisione dei valori e dei princìpi
della nostra Costituzione, senza più accettare
che il diritto delle comunità prevalga su quello
degli individui che le compongono.
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Siamo
impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento
alla morte naturale, a considerare il nascituro come
"qualcuno", titolare di diritti che devono
essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa"
facilmente sacrificabile per fini diversi. |
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Siamo
impegnati a diffondere la libertà e la democrazia
quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente
quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al
prezzo della schiavitù di molti che possono vivere
i privilegi di pochi. |
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Siamo
impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e
Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare
la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.
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Siamo
impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo
come un crimine contro l'umanità, a privarlo
di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte
le organizzazioni che attentano alla vita dei civili,
a contrastare ogni predicatore di odio. Siamo impegnati
a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine
che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno
così come all'estero. |
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